“La Svizzera è piena di basi segrete nelle alpi”
Jake Angeli, lo “sciamano” dell’assalto al Congresso, in una vecchia intervista parla di come il nostro paese collabori al presunto complotto mondiale, sviluppando tecnologie come “l’anti-gravità” e “la clonazione”. Lui e i suoi colleghi però potrebbero rischiare fino a 20 anni
di MJ
“La Svizzera è piena di basi segrete nelle alpi”

L’assalto di ieri a Capitol Hill ha riportato sotto la lente di ingrandimento il fenomeno QAnon, la rete di complottisti americani convinti dell’esistenza di un complotto pedo-satanista a livello mondiale contro il quale Donald Trump starebbe lottando. Un volto ormai celebre del movimento è quello di Jake Angeli, lo “sciamano” con corna e tatuaggi che ha guidato la carica, i cui scatti hanno fatto il giro del mondo, rendendolo anche protagonista anche di molti meme.

A dimostrare ulteriormente il livello di confusione delle teorie di QAnon e dei suoi iniziati, è spuntata ora dagli archivi un’intervista a Angeli dell’emittente austriaca Orf, nella quale lo “sciamano” spiega meglio la sua Weltanschauung, coinvolgendo anche il nostro paese, che sarebbe al centro dello sviluppo di “tecnologie altamente top secret” nelle sue basi sotterranee, costruite con i “miliardi o triliardi di dollari stampati dalle banche centrali” per sviluppare fonti di energia infinite e “tecnologia anti-gravitazionale”, “propulsione inerziale”, “clonazione” e tutta una serie di “cose pazze” ovviamente nascoste all’opinione pubblica.

“Le alpi sono bucate come il formaggio svizzero”
Strutture coperte non solo dalla segretezza ma anche dal “ricatto di media, governi e intrattenimento”, di cui appunto il nostro Paese abbonderebbe: “Le Alpi svizzere hanno buchi come il formaggio svizzero con queste maledette basi sotterranee, ok? Gli Stati Uniti hanno dalle 150 alle 200 di queste basi ma in alcuni paesi è molto peggio. In alcuni Paesi non puoi muoverti di qualche centinaia di miglia in ogni direzione senza trovare una base sotterranea nascosta”. Inutile specificare che, anche se si riferisse al Ridotto nazionale, sembra molto difficile sia dimostrarne la segretezza che la presenza di queste misteriose tecnologie occulte.

Fino a 20 anni se accusati di “sedizione”
Nel frattempo Angeli e i suoi compari non sono nella migliore delle situazioni: i social media e il fatto che abbiano partecipato alla protesta a viso scoperto, senza mascherine e protezioni, li hanno resi facilmente identificabili e rintracciabili. È il caso per esempio, come riporta l’agenzia Keystone-Ats, di Bradley Rukstales, il Ceo della società di marketing di Chicago Cogensia, messo in aspettativa dopo aver fatto pubblicamente mea culpa ed esser stato arrestato. Molti, come lui, hanno già perso il lavoro o sono in procinto di perderlo come Paul Davis, un avvocato del Texas. Navistar, una società del Maryland, ha licenziato un dipendente fotografato nel Capitol con addosso il badge dell’azienda. In aspettativa anche un insegnate di Allentown in Pennsylvania il cui nome è rimasto segreto in attesa della conclusione dell’inchiesta della scuola.

Ma il peggio potrebbe ancora venire: la procura della capitale americana sta meditando di accusare di sedizione i circa cento manfiestanti arrestati finora, reato per cui sono previste pene fino a 20 anni di reclusione.

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