
La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è «catastrofica» e rimane molto instabile, secondo la Svizzera, che ha firmato una dichiarazione congiunta con 19 Stati. La Confederazione esorta Israele a rispettare il diritto internazionale umanitario, che comprende il libero accesso umanitario. «L'accesso ai servizi essenziali rimane fortemente limitato», ha sottolineato ieri sera il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un comunicato pubblicato sul proprio sito. Dei 36 ospedali dell'enclave palestinese, nessuno è completamente operativo, aggiunge, citando l'ONU, che parla di un sistema sanitario in fase di collasso.
Rifugi inadeguati
Il DFAE menziona inoltre l'inadeguatezza del sistema di gestione dei rifiuti per gli 1,7 milioni di palestinesi sfollati. «Le famiglie sfollate sono sempre più colpite da infezioni cutanee e altre malattie».
La dichiarazione congiunta
La dichiarazione congiunta chiede alle autorità israeliane di non applicare il nuovo sistema di registrazione delle organizzazioni non governative (ong) internazionali nella sua forma attuale, precisa il comunicato del DFAE. Essa ricorda inoltre gli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale umanitario, in particolare quello di autorizzare e facilitare, senza indugio, l'erogazione sicura, rapida e senza ostacoli degli aiuti umanitari alla popolazione civile.
Oltre alla Svizzera, la dichiarazione è stata firmata da Austria, Belgio, Danimarca, Spagna, Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Islanda, Giappone, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Svezia, Slovacchia, Regno Unito e Commissione europea.

