Italia: nonostante i limiti al contante, cresce il lavoro nero
L’economia irregolare nel Bel Paese è passata da 202 miliardi di euro nel 2011 a 210 nel 2017
Redazione
Italia: nonostante i limiti al contante, cresce il lavoro nero

Nonostante gli interventi sulla limitazione del contante, il valore assoluto dell’economia irregolare in Italia è cresciuto passando da 202 miliardi di euro del 2011 a 210 del 2017 (+3,9%). È aumentato sia in corrispondenza dei periodi in cui il limite massimo di utilizzo del contante era di 1000 euro, che negli anni successivi in cui la soglia veniva portata a 3000 euro.

Lo si legge in un Report dei consulenti del lavoro pubblicato a pochi giorni dal passaggio del limite per l’utilizzo del contante, il primo luglio, a 2000 euro.

“Il fenomeno dell’economia sommersa - si legge - trova origine in una pluralità di fattori, economici innanzitutto, ma anche culturali, dovuti alla complessità e farraginosità dei sistemi amministrativi e fiscali, efficacia dei controlli, presenza di criminalità”. Inoltre, sottolineano i Consulenti, c’è il tema dei costi per l’utilizzo dei sistemi di pagamenti elettronici che incidono pesantemente sui pagamenti stessi.

“La riduzione della circolazione del contante per essere efficace - scrivono i Consulenti - necessita dell’esistenza di condizioni utili alla sua diffusione e attuazione, contemperando anche esigenze di natura sociale ed economica”.

Lo studio ricorda i dati BCE secondo i quali l’Italia nel 2018 era indietro sull’utilizzo dei pagamenti elettronici con 110,9 operazioni di pagamento medie l’anno per abitante tra bonifici e carte di credito e debito e altre forme tracciabili a fronte dei 271,9 della media nell’UE. Complessivamente l’Italia, che al 2018 contribuiva all’11,1% del PIL europeo, ospitava il 4,8% del totale delle operazioni di pagamento fatte nel continente e il 3,4% del loro valore.

“Il ricorso diffuso all’uso del contante - scrivono i Consulenti - viene tradizionalmente associato alla presenza di alti livelli di economia sommersa: pagamenti in nero, sotto-fatturazioni, retribuzioni irregolari. Eppure, guardando ai periodi interessati dalle restrizioni sull’uso del contante, non si evidenziano variazioni particolari”.

Il valore assoluto dell’economia irregolare, al contrario, è cresciuto, passando da 202 miliardi di euro del 2011 a 210 del 2017 (+3,9%) e aumentando sia in corrispondenza dei periodi in cui il limite massimo di utilizzo del contante era di 1000 euro, che negli anni successivi in cui la soglia veniva portata a 3000 euro.

Sono molto utilizzati per delinquere strumenti finanziari avanzati e sofisticati, anche se la circolazione del contante rimane una delle modalità scelte per porre in essere alcune fattispecie criminose (corruzione, estorsione, riciclaggio).

“Il limite alla circolazione del contante aiuta certamente a contrastare l’illegalità, ma gli interventi che vanno in questa direzione, per essere realmente incisivi, devono essere strutturali”, ha dichiarato Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. “Si pensi innanzitutto all’infrastruttura tecnologica, le cui carenze, ad esempio relative alla rete Internet, non agevolano l’uso delle carte di credito. Poi, aspetto non secondario è quello dei costi per il loro utilizzo, che incidono pesantemente sui pagamenti.

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