Il migrante youtuber
Racconta il suo tentativo di raggiungere gli Stati Uniti illegalmente e ora è finito sulle pagine dell’Economist. È la storia di Zouhir Bounou, vlogger da milioni di visualizzazioni
di Keystone-ATS/fsu
Il migrante youtuber
Screenshot Youtube

Condividere suggerimenti ed esperienze sul viaggio illegale verso l’Europa o gli Stati Uniti è un’abitudine consolidata tra i migranti nordafricani. Ma c’è una nuova generazione di ‘vlogger’ che attraverso filmati postati su Youtube cerca di trasformare la migrazione illegale in divertimento e i viaggi della speranza in avventure. Il fenomeno è stato analizzato dall’Economist in un lungo articolo dedicato ad uno dei più popolari youtuber delle migrazioni, il marocchino Zouhir Bounou, che si fa chiamare Zizou.

Effetto emulazione

L’ultimo dei viaggi postati dal 25enne, visualizzato oltre 1 milione di volte, racconta le sue peripezie per raggiungere Panama e quindi gli Stati Uniti attraversando illegalmente dieci Paesi. Una visione controversa della migrazione che, secondo gli esperti interpellati dal settimanale britannico, ha spinto centinaia di migliaia di nordafricani a intraprendere il viaggio verso Europa e Stati Uniti. Una nuova generazione di migranti che, come i vlogger che seguono, sono studenti universitari o già laureati e, in alcuni casi con un lavoro. In sintesi, rappresentanti della classe media.

Coordinate, contatti e consigli
I vlog, scrive l’Economist, pieni di informazioni utili per gli aspiranti migranti, come le coordinate di un percorso attraverso la frontiera turco-greca, le tariffe delle tangenti o il contatto di avvocati che possono aiutare con i documenti o l’indirizzo di enti benefici che possono offrire rifugio. Ci sono anche i consigli su “come evitare di essere deportato”. “Dichiara di essere minorenne, libico e in cerca di tuo padre”. E persino dove affittare una moto d’acqua, mezzo di trasporto molto utilizzato sulla tratta Marocco-Spagna. Nei commenti sotto ai video si possono trovare i numeri di telefono dei trafficanti. Ma i vlogger tendenzialmente mettono in guardia contro quel tipo di operazioni. Per le autorità dei Paesi di arrivo è difficile monitorare i social media degli influencer che spesso usano dialetti nordafricani per evitare di finire sotto i radar.

I guadagni

Come tutti gli youtuber che si rispettino più visualizzazioni hanno più guadagnano da pubblicità e promozione di prodotti. Murad Mzouri, che aveva una bancarella di vestiti in Marocco, è arrivato a prendere fino a 2’000 dollari al mese. Quando è finito in carcere i suoi follower hanno fatto una colletta per pagare la cauzione. “Aiuto i nordafricani a vincere la paura e a realizzare il loro sogno di raggiungere l’occidente”.

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