Prezzi ancora in aumento in Svizzera, il rincaro sta accelerando
Nel dettaglio rispetto a luglio i prezzi dei prodotti indigeni sono saliti dello 0,2% quelli dei prodotti importati dello 0,3%
Redazione
Prezzi ancora in aumento in Svizzera, il rincaro sta accelerando

Anche in Svizzera accelera l’inflazione, sebbene in misura minore che in altri paesi: i prezzi sono risultati in lieve rialzo mensile in agosto e si mantengono in sensibile aumento su base annua. Stando ai dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST) nell’ottavo mese dell’anno l’indice dei prezzi al consumo si è attestato a 101,3 punti, segnando una progressione dello 0,2% rispetto a luglio e un incremento dello 0,9% sull’arco dei dodici mesi.

In luglio il rincaro annuo era stato dello 0,7%, in giugno dello 0,6%. Si è di fronte al quinto aumento annuo consecutivo, dopo che aprile aveva messo fine a una serie di 14 mesi in calo, con il loro apice negativo in maggio e giugno 2020 (-1,3%). Vista in un’ottica internazionale l’inflazione elvetica può comunque essere considerata limitata: nell’Eurozona l’ultimo dato è del +3,0%, negli Stati Uniti del +5,4%. Tornando nella Confederazione, secondo l’UST la progressione mensile di agosto va ricondotta a vari fattori, tra cui l’aumento del costo degli affitti e delle abitazioni. Sono diventati più cari anche i trasporti aerei, come pure i pernottamenti in albergo. Hanno invece inciso meno sul portafogli il noleggio di veicoli e i medicamenti.

Nel dettaglio, rispetto a luglio i prezzi dei prodotti indigeni sono saliti dello 0,2%, quelli dei prodotti importati dello 0,3%. Su base annua i primi segnano +0,5%, i secondi +2,1%. Lo zoccolo dell’inflazione - che nella definizione dell’UST è il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti - ha mostrato variazioni pari a +0,2% (mese) e +0,4% (anno). L’UST calcola anche un indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA), misurato con la metodologia in uso nell’Unione europea, con l’obiettivo di raffrontare i dati elvetici con quelli della nazioni comunitarie. Visto da questa prospettiva il mese dedicato al primo imperatore romano presenta un rincaro pari rispettivamente al +0,2% (mese) e +0,8% (anno).

L’inflazione in Svizzera - come in vari altri paesi - è stata per anni bassa o addirittura negativa: si è rivelata nulla nel 2014, del -1,1% nel 2015, del -0,4% nel 2016, del +0,5% nel 2017, del +0,9% nel 2018, del +0,4% nel 2019 e del -0,7% nel 2020. Ora appare in crescita e il fenomeno è osservato con attenzione a livello globale: il dibattito è fra chi ritiene che l’aumento dei prezzi sia solo un fenomeno di natura passeggera (è la posizione delle banche centrali, che continuano finora negli stimoli alla congiuntura) e chi teme invece un ritorno a livelli di inflazione mai visti da decenni, complice appunto la politica ultra-espansiva praticata da coloro che battono moneta. Come noto l’efficacia dell’indice dei prezzi al consumo nell’illustrare il costo della vita percepito dai consumatori è peraltro spesso al centro di grandi discussioni. Questo è particolarmente vero in Svizzera perché, per motivi metodologici, il tasso calcolato dai funzionari di Neuchâtel non comprende i premi dell’assicurazione malattia di base, un punto di spesa che è costantemente in forte progressione nei bilanci delle famiglie elvetiche. Il rincaro stabilito dall’UST ha una grande importanza in vari ambiti: dalle negoziazioni salariali agli affitti, passando per la fissazione degli alimenti nell’ambito dei divorzi.

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