La BNS ritocca al rialzo le previsioni di crescita
Secondo la banca nazionale il Pil dovrebbe salire di circa il 3.5%, una crescita superiore rispetto a quella stimata tre mesi fa. Rivista in rialzo anche l’inflazione
di Keystone-ats-ls
La BNS ritocca al rialzo le previsioni di crescita
Foto CdT

La Banca nazionale svizzera (BNS) ritocca al rialzo le sue previsioni di crescita per il 2021: il prodotto interno lordo (Pil) dovrebbe salire di circa il 3,5%, a fronte di un valore compreso fra il 2,5% e il 3,0% stimato tre mesi or sono, ha indicato oggi l’istituto nell’ambito dell’analisi trimestrale della situazione economica e monetaria. Viene vista leggermente in rialzo anche l’inflazione, che dovrebbe attestarsi allo 0,4% quest’anno, per poi passare allo 0,6% nel 2022 e confermarsi allo stesso livello nel 2012. Le previsioni di marzo erano rispettivamente di +0,2%, +0,4% e +0,5%.
La revisione verso l’alto del rincaro è riconducibile principalmente all’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi, dei servizi connessi con il turismo e dei beni interessati da carenze nelle forniture. Il pronostico indicato è condizionato peraltro all’assunto che il tasso guida della BNS rimanga invariato al -0,75% per l’intero orizzonte previsto.

Il Covid continua a condizionare la situazione economica internazionale

In un’ottica più generale, l’organismo guidato dal 2012 da Thomas Jordan sottolinea come il coronavirus e le misure per contenerlo continuino a condizionare la situazione economica internazionale, anche a distanza di oltre un anno dall’insorgenza della pandemia. La situazione è però in via di miglioramento e lo scenario di base della BNS ipotizza per l’economia mondiale che nei grandi paesi industrializzati le restrizioni saranno ulteriormente allentate entro l’estate. Su tale sfondo la BNS, pur facendo presente le incertezze e i rischi, si aspetta una forte crescita per il secondo e terzo trimestre. Tuttavia, i postumi della pandemia continueranno a penalizzare la domanda ancora per un po’: di conseguenza il grado di utilizzo delle capacità produttive globali appare destinato a normalizzarsi solo lentamente.

L’andamento in Svizzera
Anche in Svizzera la seconda ondata pandemica ha interrotto la ripresa economica all’inizio dell’anno. Dopo la stretta sulle misure di contenimento, il Pil è tornato a scendere nel primo trimestre, sia pure in misura molto meno pronunciata di quanto successo durante la prima fase dell’epidemia nella primavera 2020. Ultimamente comunque gli indicatori congiunturali hanno evidenziato un netto miglioramento: nel secondo trimestre è pertanto da attendersi una vigorosa crescita dell’economia elvetica. Segnali positivi si delineano anche sul fronte del mercato del lavoro.

Preoccupa il mercato immobiliare
Preoccupazioni giungono però dal mercato immobiliare. I prestiti ipotecari e i prezzi degli immobili residenziali sono fortemente cresciuti negli ultimi trimestri, constata la BNS. Nel complesso, la vulnerabilità del mercato ipotecario e di quello immobiliare si è quindi ancora accentuata. La Banca nazionale verifica regolarmente la necessità di riattivare il cosiddetto cuscinetto anticiclico di capitale, cioè lo strumento che obbliga le banche a detenere fondi propri supplementari a copertura dei crediti ipotecari per gli immobili d’abitazione: un fattore di sicurezza soppresso nel marzo 2020, sulla scia della crisi del Covid, proprio per dare maggiore margine di manovra alle banche nella concessioni dei crediti e arginare quindi le conseguenze economiche della pandemia.

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