Il virus fa crollare i consumi di 3’800 miliardi
Questo il calo (in dollari) dei consumi stimato da uno studio dell’Università di Sydney. Scende però del 4,6% anche il consumo di gas serra
di Keystone-ATS
Il virus fa crollare i consumi di 3’800 miliardi

La pandemia è costata finora a livello mondiale 3800 miliardi di dollari per il calo dei consumi, oltre alla perdita di 147 milioni di posti di lavoro a tempo pieno. L’ambiente invece ci ha guadagnato con il livello più basso di emissioni di gas serra mai osservato, scese di 2,5 miliardi di tonnellate (-4,6%). Lo rileva il primo studio internazionale sugli effetti della pandemia, coordinato dall’università di Sydney e pubblicato sulla rivista Plos One.

I ricercatori hanno visto che i più danneggiati sono stati il settore dei trasporti e quello turistico, mentre a livello geografico la Cina, l’Europa e gli Stati Uniti, con effetti a cascata multipli sull’intera economia mondiale, per via della globalizzazione.

Il dover bloccare i contatti per prevenire la diffusione del virus ha innescato un “contagio” economico, con gli effetti principali su commerci, turismo, energia e finanza, alleggerendo però al tempo stesso la pressione ambientale nelle aree più colpite.

Lo studio si è basato sui dati raccolti fino al 22 maggio, ed è il primo a dare una panoramica complessiva dell’impatto diretto e indiretto economico, sociale e ambientale. Sono stati usati i dati delle agenzie statistiche, tra cui Eurostat e UN Comtrade, e dei supercomputer per eseguire i calcoli sui commerci internazionali lungo la catena di rifornimenti che si estende per 221 paesi.

Complessivamente sono state analizzate 38 regioni nel mondo e 26 settori, traducendo i dati da 12 lingue diverse. Oltre al calo dei consumi del 4,2%, pari al Pil della Germania, e della forza lavoro (sempre del 4,2%), sono scesi anche i redditi da salario di 2100 miliardi (-6%).

A livello di emissioni atmosferiche, oltre ai gas serra, sono scesi anche il PM2.5 (particolato fine) del 3,8%, l’anidride solforosa e ossido di azoto (le emissioni dei combustibili fossili collegati alle malattie respiratorie) del 2,9%.

“Stiamo vivendo il peggior shock economico dalla Grande Depressione, e allo stesso tempo avendo il maggior calo di gas serra delle emissioni da quando si sono iniziati a usare i combustibili fossili”, commenta Arunima Malik, coordinatrice dello studio. Il calo delle emissioni ha “evitato le morti da inquinamento atmosferico - conclude. Altri cali significativi, ma inferiori, dei gas serra si sono avuti durante la crisi finanziaria del 2009 e per il cambiamento di utilizzo della terra dopo il protocollo di Kyoto nel 1998”.

  • 1