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Perché i mercati continuano ad essere ottimisti?

Continua il rialzo delle borse dopo le perdite record dovute al contagio. Per quale motivo? Durerà? Parola ad Alfonso Tuor

Dopo i dati eccezionali di ieri, in cui i mercati europei hanno recuperato 564 miliardi di franchi, continua l'ottimismo sui sulle borse del vecchio e nuovo continente: Milano guadagna l'1,74%, Francoforte l'1,34%,Londra il 4.26% e Parigi +4,34% e lo SMI elvetico non fa eccezione, con una crescita attorno al 3%. Ma perché le borse vanno così bene nonostante il periodo di crisi? A rispondere è l'economista Alfonso Tuor in collegamento con il TG Speciale di Teleticino: "Ci si è accorti che le banche hanno rotto tutti gli indugi, in particolar modo la Federal Reserve americana, e che sono dunque disposte a iniettare liquidità fino a che sarà necessario. D’altra parte, molti governi, compreso il nostro, stanno già emanando misure per mitigare gli effetti della pandemia. Quindi per così dire nel breve tempo ci sono state misure adeguate alla crisi, e questo sicuramente ha creato ottimismo sui mercati." Una boccata d'ossigeno quindi per delle economie in crisi: "Prima di queste misure si stava verificando una crisi del credito: mancava liquidità, e solo per le piccole e medie imprese ma anche le grandi imprese. Negli Stati Uniti per esempio molte grandi imprese, prima di queste misure, avevano già prosciugato le loro linee di credito con le banche commerciali. E questo ha creato dei fenomeni anomali".

Solo un aumento passeggero?
Nonostante questo rialzo, non tutti sono ottimisti. Negli Stati Uniti per esempio qualcuno più che di recessione ha parlato di "Grande depressione" legata al coronavirus. Qual è il suo punto di vista? "Il problema come sempre dipende da quanto durerà quest'epidemia. È chiaro che più a lungo dura e più questo rischio aumenta. Inoltre, c'è anche un altro rischio: tutti quelli che stanno scommettendo sul fatto che le borse adesso saliranno sono convinti in qualche modo che gli effetti della pandemia si esauriranno in breve tempo. Penso ovviamente a Trump che, in vista delle elezioni di novembre, spera che l'emergenza di concluda entro Pasqua, per non far fermare l'economia americana. Ma non è detto sia così. Inoltre c'è un'altra credenza che ritengo ingiustificata: ovvero che come per la SARS, che è finita con il caldo, ci sarà una grande ripresa al termine dell'epidemia, perché le persone in quel caso hanno speso molto di più per una reazione di sollievo. Io non so se succederà la stessa cosa, in primo luogo perché non è detto che il virus non continui a resistere, ma anche perché molte persone si sono indebitate prima di questa crisi per investire nella propria attività e ora si trovano a perdere continuamente denaro a causa della chiusura della stessa. Non so quindi quanto denaro ci sarà da spendere una volta che usciremo da quest'emergenza".

Teleticino/MJ | 25 mar 2020 21:17

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