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Scomparso? No, giocava ai videogiochi da 45 giorni

L'uomo è stato ritrovato in un albergo di Tokyo dove si era rinchiuso per giocare a Call of Duty ininterrottamente

La scena, per il padre, non dev'essere stata delle più piacevoli: dopo essere volato fino a Tokyo e dopo aver dovuto abbattere la porta per entrare, ha trovato suo figlio rintanato in una stanza d'albergo, attaccato alla console, dove aveva cominciato addirittura ad urinare in delle bottigliette per non dover smettere di giocare. Il recluso, residente a Tokyo ma di origine bulgara, era stato dichiarato scomparso 45 giorni prima, quando aveva smesso di presentarsi al lavoro.

Lo riporta il sito The Gamer. Non sarebbe la prima volta: l'uomo soffrirebbe infatti di un serio problema di dipendenza da videogiochi che l'avrebbe portato più volte ad assentarsi dal lavoro e tagliare i contatti con i suoi cari. Dopo questo incidente è stato infine ricoverato in una struttura per disintossicarsi. 

MJ | 17 feb 2020 07:58

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