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“Mi chiamo Lorenzo Quadri e voglio fare politica a Lugano”

Per un curioso caso di omonimia, il municipale leghista non sarà l’unico Lorenzo Quadri in lista alle Comunali

Nomen omen? Per forza. Perché se nel nome è celato il destino di un uomo, quello di Lorenzo Quadri è fare politica in riva al Ceresio. Ma non solo per il biondo leghista che siede in Municipio e in Consiglio nazionale. Da Dino, infatti, un altro Lorenzo Quadri è candidato alle prossime comunali di Lugano. Ha studiato a Friborgo, lavora in banca, ha trentaquattro anni ed è nella lista del Movimento Ticino e Lavoro per il Consiglio comunale.

Ero scettico

“Sono sempre stato un po’ scettico sulla politica, poi Giovanni (ndr, Albertini, promotore del MTL) è riuscito a convincermi”, ci racconta. Ma oltre allo scetticismo, un pensiero Lorenzo l’ha fatto anche sul suo nome, “chiaro che ci pensi. Ma dubito che si rischi di confornderci. Lui è in politica da tanti anni, è conosciuto, immagino che gli elettori capiranno chi è chi”.

Errori che si annullano

Insomma, uno corre per il Municipio per la Lega, l’altro per il Consiglio comunale per il MTL, sì, fare confusione non dovrebbe essere facile. “Magari qualcuno mi regalerà un voto convinto che sia lui, magari qualcuno non me lo darà per lo stesso motivo, alla fine non penso che cambierà qualcosa”.

Le affinità

Ma oltre al nome, chiediamo a Lorenzo, con l’omonimo ci sono anche affinità politiche? “Su alcuni punti concordo con lui, su altri no. Soprattutto all’inizio della sua carriera politica mi piaceva come andasse a cercare situazioni ambigue, dove c’erano problemi, cose che non quadravano e le denunciava”. Insomma, un aspetto del movimentismo leghista della prima ora lo si può ritrovare anche in Ticino e Lavoro. Parlando di omonimi, alla fine sono tutti e due dei movimenti. “Anche sulla difesa dei valori svizzeri devo dire che mi trovo allineato con lui”.

Idee e libertà

Il Movimento Ticino e Lavoro nasce dall’omonima pagina Facebook, creata dal consigliere comunale PPD Giovanni Albertini, che ha scelto di staccarsi dal partito per correre a briglia sciolta. “Conosco Giovanni e mi è sembrato giusto supportarlo in questa avventura. Mi è stata garantita libertà e mi piace l’idea che un movimento apartitico ti dia la possibilità di concentrarti sulle idee, senza dover guardare da che parte vengono”, spiega Quadri.

Ceto medio e lavoro

Le idee appunto. Quali sono quelle di Lorenzo Quadri, questo Lorenzo Quadri? “Credo che il focus vada posto sul mercato del lavoro e sulle fasce più deboli della società. Bisogna avere un occhio di riguardo per il ceto medio basso, andando avanti di questo passo sarà quello più in difficoltà”. Il tutto condito da una dose di realismo: “È chiaro, lo so che a livello comunale il margine di manovra è quello che è”. Ma Lugano, oltre a non lasciare indietro nessuno, secondo Lorenzo Quadri deve anche guardare avanti. “Ci sono grandi progetti, come il Campo Marzio e il nuovo stadio che andranno affrontati nei prossimi anni, bisognerà cercare di finalizzarli”.

La sfida mancata

Inizialmente il 34enne di Dino doveva essere in lista anche per il Municipio. “Ho dato la disponibilità per presentare una lista completa, ma da subito ho detto che se fosse arrivato qualcuno con più motivazione e soprattutto più tempo a disposizioni, mi sarei fatto volentieri da parte”. Così, con il proporsi di altri candidati, tra i quali l’ex PPD Sara Beretta Piccoli, Lorenzo Quadri si è fatto da parte e così a correre per l’Esecutivo ne è rimasto uno solo.

Un vantaggio c’è

Alla fine in ogni caso, glielo facciamo notare, un vantaggio c’è: con migliaia di candidati in tutto il Ticino, se non si fosse chiamato Lorenzo Quadri, e se l’altro Lorenzo Quadri non fosse stato quel Lorenzo Quadri, non gli avremmo riservato un’intervista che gli ha offerto un po’ di visibilità, l’aria e l’acqua dei politici. “Quello è vero, lo spunto dell’omonimia rimane interessante, ma non è colpa mia, mi avete cercato voi”.

Filippo Suessli | 28 gen 2020 10:39

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