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"Il pediatra ride per le preoccupazioni che ho per mio figlio"

#VITADAMAMMA - "Tra medico e paziente deve instaurarsi un rapporto di complicità. Ma se lui mi sfotte, io cambio medico"

La febbre, il raffreddore, una gran tosse e tante notti in bianco. Nicolas per la prima volta in 14 mesi si è ammalato. E fin qui nulla di strano. Capita! Da qui però traggo lo spunto per l’articolo di oggi.

Siamo neo genitori. Siamo alle prime armi. Per noi è tutto nuovo e anche un piccolo malanno ci mette un po’ in agitazione. Non si sa mai se chiamare o meno il pediatra. Poiché un bambino non è in grado di comunicare i proprio disturbi per noi diventa difficile prendercene cura senza i consigli di un esperto.

Per fortuna esistono le nonne e i loro rimedi. Rimedi efficaci che non devono però sostituire il consulto pediatrico.

E qui entriamo nel vivo del “problema”. Quando ho comunicato a mia mamma e a mia suocera che Nicolas aveva una forte tosse sono scattati immediatamente gli istinti materni delle due che mi hanno prontamente consigliato di dargli un bicchiere di latte e miele per sciogliere il catarro e calmare la tosse. Me l’hanno detto in un modo così rassicurante che ogni preoccupazione è scomparsa.

La tosse però, a distanza di qualche giorno, non si è placata e così l’ho portato dal pediatra che gli ha diagnosticato la bronchite. Come cura gli ha prescritto uno sciroppo e delle supposte contro la febbre anche se non ne ha. Ma la cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa è che non gli ha prescritto nulla per alleviare l’irritazione alla gola causata della tosse. Ha solo aggiunto che se non passa entro quattro giorni è necessario tornare da lui perché potrebbe trasformarsi in qualcosa di peggio. Evviva… tutte le rassicurazioni delle nonne sono andate a farsi benedire. Va bé, lui é il medico e noi ci siamo affidati alle sue conoscenze e alla sua esperienza.

Ne ho approfittato anche per fargli alcune domande relative ad alcuni atteggiamenti del bambino. “Chi meglio del suo pediatra potrebbe rispondermi”, ho pensato. Ecco, probabilmente qualcuno di meglio c’è perché alle mie domande mi sono vista rispondere con delle risatine un po’, come dire, strafottenti. Fuori uno, dentro l’altro. Alcuni medici hanno tanti pazienti e poco tempo da dedicargli. Purtroppo.

Quella rara volta che andiamo da lui mi aspetto che ci dedichi il tempo necessario a cancellare ogni dubbio. In fondo è un servizio che paghiamo. E questo vale sia per il pediatra sia per il mio medico di famiglia. Una figura quest’ultima che sta scomparendo. Ricordo il buon vecchio medico di famiglia. Quello che quando lo chiamavi conosceva già tutta la tua storia. Quello che con una telefonata ti tranquillizzava. Quello che cercava di curarti senza riempirti di medicamenti. Quello che stava lì ad ascoltarti a costa di far aspettare il paziente seguente. E nessuno si lamentava perché tutti ricevevano lo stesso trattamento.

Tra medico e paziente deve instaurarsi un rapporto di fiducia e complicità. Perché in fondo nelle sue mani ci mettiamo la nostra salute e quella dei nostri cari.

www.marettasblog.com

Redazione | 26 feb 2018 13:52

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