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"Non voglio un figlio social, ma uno che socializzi davvero"

#VITADAMAMMA - "Vorremmo insegnare a nostro figlio a stare tra la gente. Ma non è facilissimo"

Socializzare è importantissimo per tutti.

Intendo la vera socializzazione. Non quella nascosta dietro ad uno schermo ed una tastiera ma quella fatta di incontri, parole, sguardi, gesti ed emozioni. Ho dovuto allontanarmi da facebook, il social network che reputo più geniale in assoluto, per rendermi conto che al giorno d’oggi non è facile comunicare con gli altri. Lì c’é racchiuso tutto. Le distanze si accorciano, le emozioni scorrono come fiumi in piena oppure vengono soffocate per mostrarsi sempre euforici agli occhi di amici ed estranei. Perché il profilo è quasi sempre visibile a tutti e raramente ci si descrive davvero per come si è. È questo il bello dei social network, per molti. Ma non per tutti.

Io lo usavo come “valvola di sfogo”. Mi esponevo spiegando il mio punto di vista su svariati temi di attualità. Difficilmente la gente apprezza la sincerità, se non corrisponde al suo pensiero.
Ho mollato tutto perché stavo costruendo attorno a me un mondo falso fatto di amicizie virtuali e negatività. Uscire, andare in un bar, fare due chiacchiere, bere qualcosa, ridere, arrabbiarsi, discutere, darsi la mano, abbracciarsi, guardarsi negli occhi e vivere di persona certi momenti non è paragonabile a stare su una sedia davanti ad un pc.

E così vorremmo insegnare a nostro figlio a stare tra la gente. Purtroppo dove viviamo noi, non è facilissimo socializzare perché ci sono molti stranieri che vanno e vengono. La gente del posto però è aperta. Parlo però di persone adulte. Per incontrare dei bambini abbiamo dovuto per forza portarlo al preasilo. Prima di farlo abbiamo aspettato che camminasse, così da potersi integrare più facilmente anche con bambini un po’ più grandi di lui. Non potevamo fare scelta migliore. Certo, dobbiamo ancora superare la vera separazione. Quel momento in cui io uscirò dalla stanza lasciandolo lì “solo” con le maestre e i compagni. Ma sono fiduciosa. è curioso, pacifico e sempre sorridente.

La cosa a cui non avevo mai pensato è che anche io subirò il distacco. Mi hanno chiesto se sono pronta e la mia risposta è stata molto semplice e spontanea: “l’importante è che tutto questo faccia bene a Nicolas. È necessario che lui socializzi ed interagisca con i coetanei. Se sarà sereno lui, lo sarò pure io”. Non posso permettermi di bloccare la sua crescita per un mio capriccio. Fa parte della vita. E lui è la mia vita quindi ho, anzi abbiamo il dovere di accompagnarlo serenamente nella società.

Però mano nella mano.

www.marettasblog.com

Redazione | 9 feb 2018 13:55

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