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Il terrore finanziario per far cambiare idea agli italiani

Il rischio è che la crisi italiana sfoci in una crisi finanziaria internazionale

Diventa ogni minuto più chiara la strategia di coloro che hanno spinto il Presidente Sergio Mattarella a bocciare l’euroscettico Paolo Savona al Ministero dell’economia e quindi ad affossare il Governo sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega. A prima vista sembrava una scelta “suicida”, infatti la bocciatura del Governo del cambiamento avrebbe messo le ali ai due partiti che avrebbero stravinto le elezioni anticipate. Dunque si sarebbe trattato di un boomerang che avrebbe solo rinviato di qualche mese la formazione di questo Governo. Questa lettura è però semplicistica come sta confermando la continua tensione dei mercati finanziari e come ha ingenuamente svelato il Commissario europeo il tedesco Guenther Oettinger. L’obiettivo è ben più inquietante e soprattutto ambizioso: far cambiare idea agli italiani.

Bisogna infatti spaventare o meglio dire terrorizzare una parte degli italiani a tal punto da non più votare Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Lo strumento sono i mercati finanziari. Più precisamente il famoso spread (ossia il differenziale di rendimento tra i titoli italiani e quelli tedeschi) e la caduta della Borsa di Milano. Quindi la tensione sui mercati non è destinata a scemare, ma a continuare per tutta l’estate. Molto probabilmente non ci si fermerà a questo punto. Infatti il crollo dei corsi dei titoli del debito pubblico italiano creerà grandi difficoltà al sistema bancario, i cui bilanci sono colmi di queste obbligazioni. Quindi è prevedibile che si arrivi persino ad innescare una cruisi del sistema bancario italiano per il cui salvataggio il Governo Cottarelli, inventato da Mattarella, dovrà chiedere l’aiuto all’Unione europea. La frittata a questo punto sarebbe bella e pronta, poiché l’Italia verrebbe commissariata da Bruxelles, come lo è stata la Grecia.

Questa strategia funzionerà? Molto probabilmente sì. I grandi giornali internazionali, gli analisti finanziari e ora anche le agenzie di rating, come Moody’s e Fitch, hanno già fatto il lavoro preparatorio e hanno creato il clima di paura che spinge gli investitori istituzionali stranieri a vendere i titoli italiani. Innescato il meccanismo, la fuga è destinata a diventare un fiume in piena che coinvolgerà anche gli italiani impauriti per i loro risparmi. Il rischio è però un altro: la crisi italiana potrebbe non fermarsi alla Vicina Penisola, ma investire i mercati finanziari di tutto il mondo e sfociare in una crisi internazionale. Le condizioni vi sono tutte. L’aumento dei tassi di interesse americani e il rialzo del dollaro stanno mettendo in difficoltà alcuni Paesi emergenti, Argentina e Turchia in primis, e rende più arduo sostenere la montagna di titoli in cui sono impacchettati i debiti societari. Inoltre le borse veleggiano a livelli insostenibili soprattutto se si considera il rallentamento dell’economia. E infine la stabilità del sistema bancario e finanziario è solo uno specchietto per le allodole. Basti citare solo la Deutsche Bank, che ha in pancia ben 33 miliardi di titoli tossici iscritti a bilancio al cosiddetto livello 3, che vuol dire che sono titoli che non hanno prezzo o ancora le sofferenze di circa 1000 miliardi di euro nascoste nei bilanci delle banche europee. Il rischio è dunque è che la strategia dei padroni dell’euro non renda bollente solo l’estate dell’Italia.

Ma chi sono questi strateghi? Un ruolo di primo piano lo stanno svolgendo il governatore della Banca d’Italia Vincenzo Visco e il Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, che si è accreditato a livello europeo come il garante dell’Italia.

Redazione | 30 mag 2018 05:21

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