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L'economia frena e l'FMI suona la sveglia

La situazione attuale ricorda quella dell'estate che precedette la crisi finanziaria del 2008

Sta accadendo quanto si temeva. E’ lo stesso Fondo Monetario Internazionale a comunicarlo. La crescita dell’economia mondiale sta frenando e soprattutto si moltiplicano i rischi di suo ulteriore peggioramento. Lo scenario internazionale ricorda sempre più l’estate che precedette la crisi finanziaria del 2008. I grandi Paesi emergenti (dalla Cina all’India fino al Brasile) stanno vistosamente rallentando, la crescita americana è balbettante, come conferma il calo per il terzo mese consecutivo dei consumi delle famiglie, e l’Europa è addirittura in recessione. Ed è proprio sulla crisi di Eurolandia che si concentrano le maggiori preoccupazioni.

Il timore maggiore dell’FMI è che nelle prossime settimane venga precluso l’accesso di Italia e Spagna ai mercati finanziari. I tassi di interesse di questi Paesi permangono elevati: quelli spagnoli sfiorano il 7% e quelli italiani il 6% e il differenziale dei tassi di questi Paesi rispetto a quelli tedeschi permane molto elevato. Insomma le manovre economiche varate dai Governi di Roma e di Madrid non hanno assolutamente favorito una diminuzione dei tassi di interesse che questi Paesi devono pagare per rifinanziarsi sui mercati. Addirittura si teme che durante il mese di agosto la speculazione sferri un attacco che faccia salire a livelli inaccettabili i loro rendimenti. Questo livello del costo del denaro rende inutili le manovre di contenimento del debito finora varate. Infatti il debito pubblico italiano rispetto al PIL continua a salire e, secondo la Banca d’Italia, sta sfiorando i 2'000 miliardi di euro e, secondo l’FMI, arriverà l’anno prossimo al 126,4% del PIL. Ma fatto ancora più grave, la forte recessione sta incidendo sul gettito fiscale. Le entrate fiscali dell’Italia sono aumentate nei primi cinque mesi di quest’anno solo di poco di più dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, nonostante l’aumento di numerose tasse. Insomma, il Paese si è infilato in un vicolo cieco, che ricorda quello della Grecia, dal quale è pressoché impossibile uscire.

Non sorprende che Mario Monti, vista l’impossibilità di smuovere la Germania sulla questione degli Eurobond, abbia lanciato e fatto approvare all’ultimo vertice europeo l’idea dello scudo anti-spread. Questo scudo, che doveva essere un deterrente contro la speculazione, è nato già morto e la Germania lo sta addirittura seppellendo. Infatti il Sistema europeo di stabilità (ESM), dotato di 500 miliardi di euro, doveva essere operativo dall’inizio di questo mese. Il suo debutto era stato pio rinviato al primo agosto per la mancata ratifica da parte di Germania e Italia del capitale necessario al suo avvio e del Fiscal Compact, cui è collegato. Il Parlamento tedesco ha ratificato questi accordi lo scorso 29 giugno, ma non possono essere tradotti in legge fino a quando la Corte Costituzionale tedesca non si sarà pronunciata sui ricorsi di incostituzionalità. La Corte di Karlsruhe ha comunicato che lo farà il prossimo 12 settembre. Ebbene fino allora non ci sarà alcun versamento di capitali.

Insomma l’Italia e la Spagna trascorreranno questa pericolosa estate senza questo scudo per cui il Governo italiano si era tanto battuto. Infatti a disposizione vi sono solo un centinaio di miliardi euro del vecchio Fondo Salva-Stati che sono una cifra ridicola che non può nemmeno far impaurire la speculazione. Ciò vuol dire che Italia e Spagna saranno quest’estate le vittime sacrificali dei mercati. Non è assolutamente certo. Infatti, come suggerisce l’FMI, dovrebbe scendere in campo la Banca centrale europea se si scatenasse un forte attacco contro i titoli statali italiani e spagnoli. Quindi, in pratica, si ritorna allo scenario già visto alla fine dell’estate dell’anno scorso, quando la Bce spese oltre 200 miliardi di euro per acquistare i titoli dei Paesi periferici, non riuscendo però ad incidere in modo significativo sui loro rendimenti. Aspettiamoci dunque una ripetizione di quei interventi e forse anche qualche altra iniezione di liquidità nel sistema bancario europeo sempre più in
joe | 18 lug 2012 08:14