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È ribellione contro l'austerità

È il verdetto delle elezioni presidenziali francesi e la causa della crisi di governo in Olanda

In Europa si sta cominciando a manifestare una vera e propria ribellione contro le politiche di austerità imposte dall’Unione Europea. E’ in questo modo che si possono leggere i risultati delle elezioni presidenziali francesi ed è certamente in questo modo che si deve interpretare la crisi di Governo in Olanda. In pratica sta emergendo una vasta opposizione popolare alla via imboccata dall’Europa per tentare di uscire dalla crisi. In questo pezzo proviamo a domandarci se esistono veramente alternative a queste politiche che siano accettabili dalla Germania.

Ad eccezione di coloro che hanno deciso di rinnovare la fiducia al presidente uscente Nicolas Sarkozy, il verdetto della maggioranza dei francesi è chiaro: no all’austerità. Marine Le Pen, che è stata la grande vincitrice di questo primo turno, propone addirittura l’uscita dalla Francia dall’euro. Il candidato della sinistra Jean-Luc Mélenchon rifiuta le politiche di austerità. Ma soprattutto François Hollande, considerato il favorito del secondo turno, si propone di rinegoziare il patto fiscale con la Germania. Ed è proprio questo proposito a spaventare i mercati che lunedì scorso hanno aperto la settimana con forti ribassi. Infatti vi è da chiedersi quali potranno le conseguenze della riapertura delle trattative di un trattato che è stato già sottoscritto da tutti (esclusi Gran Bretagna e Cechia) e per il quale è già stato avviato il processo di ratifica a livello nazionale. Il sostegno a queste politiche si è sbriciolato anche in Olanda, un Paese virtuoso a tripla A che ha sempre sostenuto la politica di rigore voluta da Berlino. Infatti il Governo è caduto proprio per l’opposizione di un Partito di destra alla proposta di aumentare di due punti le aliquote dell’IVA e di innalzare l’età di pensionamento per ridurre un disavanzo pubblico aumentato anche a causa della caduta dell’economia olandese in recessione. Dunque la rivolta contro le politiche di austerità non è confinata nei Paesi europei deboli, ma lambisce anche la cosiddetta Europa forte.

Una vittoria, il prossimo 6 maggio, del candidato socialista François Hollande toglierebbe alla signora Merkel quella spalla francese indispensabile per mettere in riga i Paesi europei e per continuare sulla strada già imboccata. Inoltre la richiesta di Parigi di rinegoziare il Patto fiscale segnerebbe il suo definitivo affossamento. Ma François Hollande si muoverà effettivamente in questa direzione. Vi è più di un motivo per dubitarne. Il primo motivo è che se l’obiettivo rimane quello di salvare l’euro, non vi sono oggi alternative a queste politiche di austerità. Infatti altre strade potrebbero essere percorribili solo se la Germania rinunciasse alla sua ferma opposizione agli Eurobonds oppure alla stampa di moneta da parte della Banca centrale europea. Un cambiamento di linea di Berlino appare altamente improbabile. Dunque, tutto il gran parlare di crescita rischia di tradursi in nulla almeno fino alle elezioni tedesche che si terranno nell’autunno dell’anno prossimo.

Se non appaiono probabili svolte politiche significative nel futuro prossimo, appare invece verosimile che l’insofferenza nei confronti di queste politiche di austerità si traduca in forti tensioni politiche tra i Paesi europei, anche perché le prospettive dell’economia del Vecchio Continente peggiorano in continuazione. Venendo a mancare il duo Merkel-Sarkozy, è probabile che sarà più difficile sopprimere o non far venire alla luce le enormi tensioni che covano in Europa. E’ dunque prevedibile che la confusione aumenterà ulteriormente e che contemporaneamente le tensioni crescano anche sui mercati finanziari.

Intanto si sta diffondendo la convinzione che sia ineluttabile la fine dell’euro e che non valga la pena combattere la battaglia per salvare la moneta unica. Questa convinzione è stata rafforzata dalla scarsa efficacia dell’iniezione di 1'000 miliardi di euro nel sistema bancario europeo da parte della Bce e dalla consapevolezza che all’orizzonte non si intravede alcuna speranza di miglio
joe | 29 mag 2012 13:33