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Franco, il mistero della BNS

Finora la nostra banca centrale non ha dovuto stampare molti franchi per difendere il tasso minimo di cambio

Alcune settimane or sono un partecipante al blog mi aveva domandato se ero ancora convinto del successo della decisione della Banca Nazionale Svizzera di stabilire un tasso minimo di cambio di 1,20 rispetto all’euro. Allora avevo evitato di rispondere, poiché non ero certo della bontà di qualsiasi risposta. Infatti, in precedenza, avevo aspramente criticato la decisione delle nostre autorità monetarie, poiché temevo che ci avrebbero costretto a stampare un’enorme quantità di franchi per acquistare poi euro e quindi difendere questo tasso minimo. Ciò ci avrebbe provocato un forte aumento delle riserve valutarie denominate in euro e avrebbe provocato un’esplosione della somma di bilancio della nostra Banca Nazionale. Inoltre vi era il concreto pericolo che questi nuovi franchi sarebbero prima o poi rientrati nel circuito economico elvetico alimentando bolle speculative, come quella che già si sta formando nel settore immobiliare, e ponendo un grande problema di controllo della massa monetaria. Avevo sostenuto allora che meglio sarebbe stato stampare franchi per aiutare turismo ed industria di esportazione, ad esempio, esentando gli esercizi pubblici dal pagamento dell’IVA e pagando parte degli oneri sociali a carico delle imprese esportatrici.

I dati della BNS diffusi negli ultimi mesi mi avevano però lasciato interdetto. Infatti da questi dati non emergeva alcun significativo aumento delle riserve valutarie della BNS. Per me si trattava di una specie di mistero, che mi ha indotto a ritenere che avevo sbagliato qualcosa . Infatti da questi dati appariva che la difesa del tasso di cambio minimo non comportava alcun significativo aumento delle riserve valutarie in euro. Questi dati, per me sorprendenti, mi hanno indotto a ritenere che la credibilità della mossa della BNS avesse inibito la corsa verso il franco e che quindi la difesa del tasso di cambio minimo fosse molto meno onerosa di quanto pensassi.

Il mistero è stato svelato grazie a uno studio del gruppo bancario HSBC. In base a questo studio la scelta della BNS, annunciata lo scorso 6 settembre, è stata particolarmente felice nella scelta dei tempi. Infatti essa coincise con il raffreddamento della crisi dell’euro e quindi con una minore pressione nei confronti del franco svizzero. L’indebolirsi della corsa al franco ha quindi permesso alla BNS di difendere il tasso di cambio minimo senza dover acquistare grandi quantità di euro e senza quindi accumulare riserve valutarie denominate in euro. In pratica, la maggiore fiducia nei confronti dell’euro aveva determinato un notevole cambiamento sui mercati dei cambi. Nei mesi precedenti la BNS aveva invece dovuto stampare una grande quantità di franchi e acquistare una grande quantità di euro nell’inutile tentativo di frenare l’ascesa della nostra valuta. Questi interventi erano stati resi necessari anche per il rimpatrio da parte delle due grandi banche svizzere di grandi quantità di capitali denominati in euro. Insomma, all’improvviso lo scorso autunno una combinazione di fattori (allentamento della crisi dell’euro, fine del rimpatrio dei capitali da parte delle banche elvetiche, ecc.) ha fatto sì che diminuisse in modo sostanziale la domanda di franchi.

Dunque per HSBC le contingenze del mercato hanno favorito la BNS negli ultimi mesi. Ora però la situazione rischia di cambiare radicalmente. I dubbi riaffiorati sul futuro dell’euro stanno facendo aumentare di nuovo la pressione sul franco svizzero. Addirittura nelle scorse settimane il franco è per un brevissimo lasso di tempo sceso al di sotto del tasso di cambio minimo. E proprio questo fatto ha costretto le nostre autorità monetarie a venire allo scoperto per ribadire che sono disposte a stampare quantità illimitate di franchi per acquistare euro e quindi difendere questo tasso minimo di cambio.

Insomma il riacutizzarsi della crisi dell’euro rischia di risultare molto costosa per la nostra banca centrale. Infatti si stanno moltiplicando i segnali che molti investitori sono disposti ad acquistare franchi ad ogn
joe | 29 mag 2012 13:33