Accedi
Sfoglia la galleryCommenti

Il Maestro Morricone incanta Locarno

Ennio Morricone: le sue composizioni accompagnano da decenni, generazioni appassionate di musica e di cinema. Da tempo, io ho sognato questa serata. È un momento che ho aspettato da quando ho visto la registrazione del suo meraviglioso concerto nella splendida cornice di Piazza San Marco avvenuto nel 2007. Serenissima a parte, Ennio Morricone è riuscito ieri sera a portare il sogno e la poesia in Piazza Grande a Locarno. Il Maestro è un'icona della composizione, come lo sono i suoi preziosi strumentisti con le loro peculiari sonorità, parte integrante delle sue creazioni. Ogni elemento è, infatti, parte della leggenda: come non ricordare, per esempio, il compianto Alessandro Alessandroni, il "Fischio" insostituibile nelle melodie degli spaghetti western? Il concerto di Locarno fa parte di una tournée mondiale che segna il sessantesimo anniversario del Maestro Ennio Morricone come compositore e direttore d'orchestra.

La tournée ha sin qui collezionato oltre mezzo milione di spettatori in 30 città diverse in tutto il mondo. Morricone si conferma essere dunque un compositore che a quasi 90 anni è guidato dalla stessa energia che in passato gli ha permesso di contribuire in prima persona alla creazione di alcune tra le più belle colonne sonore della storia del cinema, dai primi sodalizi con Sergio Leone alle collaborazioni con Quentin Tarantino. Quella di Locarno, è stata l'unica data in Svizzera per il leggendario musicista vincitore di due Premi Oscar: un concerto più unico che raro al quale hanno preso parte oltre 200 musicisti e coristi (dell’orchestra Roma Sinfonietta, del Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano e del Coro C. Casini dell’Università Tor Vergata) con un programma ricco e completamente rivisitato rispetto a quello presentato nel corso del tour dello scorso anno. La cornice di Piazza Grande ha trasmesso emozioni. Abbiamo iniziato con una delle tante standing ovation per il Maestro e di seguito il pubblico si è subito posto in religioso silenzio con le prime note de “La leggenda del pianista sull’oceano”. La magia ha operato in questa sera di inizio estate.

Sono seguiti i brani da “Bugsy”, "Metti una sera a cena”, “Nostromo” con la bravissima soprano Susanna Rigacci. Nell’udire la fisarmonica di "C'era una Volta il West", il pubblico screpita e trasmette la propria emozione. Ammettiamolo, aspettavamo tutti quel momento. Stiamo rivivendo i film, siamo in mezzo a "Il Buono, il Brutto e il Cattivo". Due note e ci ritroviamo, per esempio, tutti nella scena del ponte che salta o vediamo Tuco che corre in tondo, in mezzo al cimitero in cerca della tomba con l’oro. Ai temi principali, solitamente dolci, si alternano "staccati" degli archi e i veloci effetti di riverbero. La tensione è palpabile sino al vero e proprio crescendo ottenuto dai sapienti giochi di sincopi e da una progressiva accelerazione dei ritmi. Il secondo tempo ci ha offerto anche un fuori programma con le melodie di “Nuovo Cinema Paradiso”. Mi chiedo quante persone che hanno ascoltato il concerto hanno rivissuto le scene dei film o si sono create la loro propria scenografia locarnese. Il secondo tempo è continuato con “The Hateful eight” di Tarantino, e tutta la serie definita del “Cinema dell’impegno” con la solista vocale Dulce Pontes.

In questo caso è pura drammaturgia sonora che si coniuga, plasmando le ipnotiche ripetizioni ritmiche con quelli che sono definiti i diversi momenti e le diverse temperature emotive dei brani del Maestro. Ennio Morricone usa qualsiasi sintassi musicale per cogliere il segno e sfrutta ogni elemento: campane, fisarmoniche, scacciapensieri, pianoforti delicatamente scordati. Chi non può non ricordare la colonna sonora di “indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”? Ci sarebbero mille altri brani da sentire, dalla “Califfa” agli altri spaghetti western, … se ne vorrebbero sempre di più. Mi sono portata dietro i fazzoletti per il finale: so che le prime due note dell'oboe di "Mission" mi faranno piangere alla stessa stregua di un "vissi d’arte, vissi d'amore" della Tosca pucciniana. Che ci posso fare? In fin dei conti, la Piazza Grande di Locarno, con tutto il suo pubblico in platea e anche quello affacciato alle finestre delle case della piazza, rammenta proprio un teatro d’opera con i suoi loggioni e le sue balconate. Che serata!

Aymone Poletti

(Foto: David Cuciz)

Redazione | 21 giu 2018 10:22

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'