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Grandi emozioni per il Giardino dei Giusti a Lugano

“Bunter Abend”, o “serata colorata” in tedesco, è il nome dato dagli internati del campo di concentramento di Ferramonti alle serate di intrattenimento musicale realizzate dagli stessi prigionieri. È anche il titolo dello spettacolo rappresentato al LAC nella serata del 26 Aprile come coronamento delle iniziative legate a “Lugano Città Aperta” culminate con l’inaugurazione del Giardino dei Giusti. Ferramonti di Tarsia, vicino a Cosenza in Calabria, è stato il più grande dei quindici campi di concentramento istituiti dal regime fascista tra i mesi di giugno e settembre 1940. Vi furono internate oltre 4000 persone tra ebrei (principalmente stranieri che si trovavano in Italia per motivi di lavoro o di studio) e dissidenti politici.

Questi campi, a differenza di quelli nazisti, non erano di lavoro o di sterminio ma piuttosto di confino e agli internati era concessa una limitata libertà di movimento; era loro possibile anche ricevere aiuti esterni, in particolare dalla DELASEM (Delegazione per l'Assistenza degli Emigranti Ebrei, creata dall’Unione delle Comunità Israelitiche in Italia). Le condizioni di vita erano comunque dure, la posta censurata e le attività limitate. Sfruttando la limitata autonomia a loro disposizione, gli internati di Ferramonti diedero vita ad una variegata attività artistica di cui i concerti serali erano parte fondamentale, come mezzo per alleviare la noia e lo sconforto della prigionia. Nel campo erano infatti detenuti compositori come Kurt Sonnenfeld, musicisti e direttori d’orchestra come Lav Mirski, scenografi come Siegfried Kuttner oltre a pittori e incisori come Julius Flesch, Eugenio Kron e Michel Fingesten.

Grazie al lavoro di ricerca del musicista e musicologo Raffaele Deluca, del Conservatorio di Milano, è stato possibile ricostruire quel mondo di musica, canto e umanità nato nel cuore dell’ingiustizia. Inframmezzato dalla narrazione di Peppe Servillo, lo spettacolo ha offerto brani che vanno dal jazz al canto liturgico. Nel corso dello spettacolo è stato consegnato il Premio Federica Spitzer 2018, attribuito alla Scuola media di Breganzona per il progetto “Diamogli Voce” e al Centro professionale socio-sanitario di Giubiasco-Canobbio per il progetto “Innocenza Violata”. “Quando la Musica trionfa sul Male”, sottotitolo dell’evento, ci ricorda la funzione dell’Arte come affermazione di speranza e di individualità, anche e soprattutto di fronte a realtà tiranniche che tendono a ridurre gli esseri umani a semplici statistiche. La musica degli internati di Ferramonti e la loro gioia di vivere nonostante le privazioni ci rammentano la necessità di ricordare, di meditare e, ad onta di tutto, di rimanere umani.

Foto e testo: David Cuciz

Redazione | 30 apr 2018 12:23

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