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LIA, convocata la COMCO: si aprono spiragli

La Sottocommissione parlamentare tenterà di salvare l'Albo senza intralciare le ditte svizzere

Giornata intensa per la Sottocommissione parlamentare LIA, che oggi in una riunione fiume durata oltre tre ore, ha chiamato in audizione i principali protagonisti dell’intricato capitolo legato all’Albo delle imprese artigianali. Fra i nomi: Andrea Genola (promotore della petizione contro la LIA), i rappresentanti della Commissione di Vigilanza Piergiorgio Rossi, Renzo Ambrosetti e Cristina BordoliPoggi e, dulcis in fundo, due rappresentanti della COMCO. Sul piatto un punto comune: esaminare il messaggio d’abrogazione del Consiglio di Stato e capire al contempo se esistano alternative alla mera soppressione della legge.

Il risultato? “Quello con la COMCO è stato un incontro proficuo” ha dichiarato la sotto-commissaria Natalia Ferrara a TeleTicino “La Commissione della Concorrenza ha sottolineato di essere interessata esclusivamente a quello che è il mercato interno svizzero. Quindi non gli effetti dell’Albo in Ticino sulle imprese italiane o estere…”. Insomma, parafrasando: la COMCO è stata chiara. Il diritto superiore sul mercato interno è inattaccabile. Il Ticino non può porre paletti di alcun tipo alle ditte d’Oltralpe. Punto. Le competenze della COMCO si fermano qui. E questo, è stato spiegato, non è un elemento da poco perché in realtà lascia un certo margine di manovra alla politica nostrana.

Quale sarà concretamente questo margine è ancora presto per dirlo, ma l’orientamento sembra già essere tracciato. Tentare, cioè, di salvare i principi fondanti della LIA, tutelando il settore non tanto dall’afflusso delle ditte d’Oltralpe, ma soprattutto dai cosiddetti “padroncini”, da sempre vero problema degli artigiani locali.

“Chiunque interviene nel nostro Cantone vogliamo che sia preparato, qualificato, non abbia debiti e rispetti gli oneri sociali e i livelli salariali. La COMCO si esprime solo per i problemi fra Cantoni, per tutto il resto ci sono i tribunali ticinesi e il parlamento ticinese che ci auguriamo voglia trovare delle soluzioni…”

Sarà dunque questo l’impegno dei commissari nelle prossime settimane: trovare la quadratura del cerchio, salvando la LIA, senza intralciare le ditte svizzere (una delle ipotesi al vaglio è l’esonero d’iscrizione all’Albo delle ditte provenienti dalla Svizzera interna), ma tutelandosi dalle derive della concorrenza italiana.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

 

Romano Bianchi | 11 lug 2018 18:45

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