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Appartamento fantasma: "Ecco come mi hanno truffato"

Dopo il caso di Fano, un ticinese racconta il raggiro subito a Pietra Ligure. "Diffidate da chi propone trattative private"

Estate, tempo di mare, spiaggia e… raggiri. In molti decidono di approfittare delle belle giornate estive per godersi un po’ di sole nella vicina Penisola. Le possibilità per i vacanzieri sono praticamente infinite: alberghi, ostelli oppure appartamenti in affitto sono pronti ad accogliere i turisti ma non è tutto oro quello che luccica e l’imprevisto – o meglio, la truffa – è spesso dietro l’angolo. Lo scorso fine settimana era toccato a una famiglia svizzera residente in Ticino. Come riferito dal Resto del Carlino e dal CdT Online, padre, madre e figlia disabile, erano giunti a Fano, in provincia di Pesaro e Urbino, per ritirare le chiavi della casa affittata dieci giorni prima su Internet, ma nessuno si è presentato all'incontro fissato per le 17. Una chiamata alla Guardia di Finanza ha permesso di chiarire i contorni della truffa, solo l’ultima di una lunga serie.

Lasciamo le Marche per spostarci in Liguria, in provincia di Savona. Altra meta molto ambita dai turisti, Pietra Ligure è stato il teatro di un’altra truffa dal modus operandi molto simile a quello marchigiano. A raccontarci la sua esperienza Paolo G. (nome noto alla redazione), che con la famiglia (moglie, 2 figlie e 2 suoceri) ha voluto concedersi due settimane di vacanza (dal 1° al 15 luglio) in riva al Mar Ligure. “A maggio ho trovato un appartamento sulla piattaforma Airbnb che faceva al caso nostro: spazioso e con doppi servizi, ideale anche per mio suocero disabile”, ci spiega.

Paolo viene contattato dall’inserzionista, tale Carol (ma risulterebbe attiva su altre piattaforme online simili con lo pseudonimo di Manuela), che gli fornisce un numero di telefono pregandolo di concludere la trattativa privatamente senza passare da Airbnb. L’offerta pare vantaggiosa: tramite la piattaforma l’appartamento viene affittato a 2'100 euro, privatamente viene offerto uno sconto che abbatte il prezzo finale a 1'500. Metà subito, metà ‘a lavoro finito’. “Questa Carol ci chiede una copia di un documenti di identità e ci invia un IBAN per il versamento bancario ma il pagamento torna indietro. Contattiamo la signora e ci dice che sul conto del marito ci sono sati dei problemi fiscali. Ci viene dato un altro IBAN e completiamo il pagamento”.

Sembra tutto risolto ma Paolo non si sente tranquillo. La settimana prima della partenza contatta Carol per chiedere conferma ma, sorpresa, il numero risulta irraggiungibile. “Mi faccio prestare il telefono da un amico e il telefono squilla regolarmente. Evidentemente ha bloccato il nostro, così ho la conferma definitiva che qualcosa non va”. Paolo e famigliari riescono fortunatamente a trovare un altro appartamento, ma i 750 euro della prima rata sono spariti. Paolo decide di sporgere denuncia ai Carabinieri nella speranza, remota, di recuperare il maltolto. “I Carabinieri ci hanno spiegato che i truffatori usano delle carte prepagate, ognuna delle quali con un suo IBAN. Appena incassato i soldi spariscono e cambiano carta. Almeno una ventina di persone sono risultate essere vittima del raggiro dell’appartamento fantasma di Pietra Ligure”.

Questi raggiri generalmente vengono attuate da maggio a metà giugno e i truffatori speculano sul fatto che “solo il 30% delle vittime di questi raggiri sporgono denuncia”. Nella migliore delle ipotesi un truffato su tre potrebbe così riottenere la caparra versata, ma il restante 70% è tutto ‘profitto’. Il consiglio delle forze dell’ordine e quello di diffidare di chi propone trattative primate e di affidarsi ai servizi offerti dalla piattaforme online. In caso di dubbio una telefonata ai Carabinieri è cosa buona e giusta…

 

nic

Redazione | 11 lug 2018 15:20

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