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"Non è stato il comportamento tipico di un assassino"

Delitto di Stabio: la parola a Maria Galliani e Luca Marcellini, gli avvocati di Michele Egli. "Fu omicidio intenzionale"

Il dibattimento è ripreso alle 16.30 con l'arringa dell'avvocato difensore Maria Galliani, che rappresenta l'imputato Michele Egli insieme al collega Luca Marcellini. L'intervento della difesa, ha spiegato, si dividerà in due parti: la prima, trattata oggi dall'avv. Galliani, riguarda qualifica giuridica dei reati e la seconda, che verrà affrontata domani dal collega Marcellini, la commisurazione della pena.

L'obiettivo della difesa è quello di declassare l'imputazione principale (assassinio) a omicidio intenzionale. Nel suo intervento la legale dell'imputato si è basata molto sulla perizia del dr. Calanchini che, come ricorderete, aveva ravvisato una lieve scemata responsabilità per Egli (che avrebbe subito una reazione da stress acuta, mista al suo disturbo della personalità). Le conclusioni del perito psichiatrico, tuttavia, erano già state contestate dal giudice Amos Pagnamenta nella giornata di ieri (vedi articolo suggerito).

"Mente aperta e libera da ogni pregiudizio" - "L'arringa difensiva si basa sui fatti elencati nel decreto d'accusa e che sono emersi dall'inchiesta - ha esordito Galliani - Non c'era alternativa alla versione proposta dall'imputato: non ci sono contestazioni alternative alla versione che Egli ha fornito. In questi giorni ci si è chiesti come una persona attenta e generosa come Michele Egli abbia potuto uccidere la cognata a cui voleva bene. Questo processo di comprensione è un'inpresa molto ardua e richiede una mente aperta e libera da ogni pregiudizio. Chiediamo di recepire l'intervento della difesa con mente pronta a recepire una versione alternativa".

Contestato il reato di assassinio - La difesa ritiene che la qualifica giuridica del reato principale contestato all'imputato sia quello di omicidio intenzionale e non quello di assassinio. Gli altri reati (turbamento della pace dei defunti, appropriazione indebita, falsità in documenti, furto e messa in circolazione di apparecchi di ascolto, di registrazione del suono e delle immagini) non vengono contestati. L'unica punto contestato nell'ambito del reato di appropriazione indebita riguarda l'inizio delle malversazioni. Secondo la difesa Egli va prosciolto da quelle imputategli nel 2003 e nel 2004 in base al principio in dubio pro reo in quanto le stesse non sono state chiaramente dimostrate.

"Egli non truffò nessuno" - La difesa contesta integralmente il reato di truffa in quanto Egli non ha utilizzato i soldi raccolti per i propri fini bensì li ha realmente inoltrati alla presunta figlia del sig. Adana, altrettanto presunto cittadino filippino bisognoso di un'operazione al cuore. "È verosimile che sia stato vittima di un truffa come nel 2012", ha concluso Galliani.

"Omicidio intenzionale, non assassinio" - L'avv. Galliani ra ricordato che solo la particolare assenza di scrupoli qualifica il reato di assassinio (a differenza di quello di omicidio intenzionale). Il legislatore "ha indicato nella norma legale alcuni esempi concreti per definire cosa si intende per 'mancanza di scrupoli'".

"La mancanza di scrupoli è data se si agisce con 'movente scopo o modalità particolarmente perversi', ma non bisogna analizzare separatamente questi tre elementi. Occorre una valutazione d'insieme delle circostanze e non a compartimenti stagni - ha ammonito Galiani - Con questa visione d'insieme bisogna chiaramente identificare i tratti dell'assassino e queste connotazioni della personalità devono però apparire come un carattere costante del carattere e non una manifestazione singola. Un assassino è una persona che si comporta sempre così".

Occorre cioè che la colpa e il carattere perverso di un assassino si distinguano chiaramente da quelle dell'omicida. "Il comportamento di Michele Egli prima, durante e dopo l'atto è stato quello di un omicida. Nella valutazione d'insieme non emergono egoismo, astuzia e perfidia che caratterizzano la personalità dell'assassino". Galliani ha evidenziato come la pp Pedretti non abbia contestato la premeditazione del delitto nella sua requisitoria, rammentando come essa sia un elemento caratteristico dell'assassinio.

"I biglietti sono stati un pretesto per vedere Nadia, non per ucciderla" - La difesa ha in seguito smentito che il desiderio di impadronirsi della villetta di via Cava fosse stato il movente del delitto. "La casa di Stabio è stata definita il pomo della discordia tra le donne della famiglia Arcudi ma non ha mai coinvolto Michele Egli, che non è mai entrato in conflitto con la cognata - ha proseguito Galliani - Anzi l'ha sempre difesa, anche se questo lo avrebbe portato a scontrarsi con la moglie".

Quel 14 ottobre la cena è saltata perché Egli non voleva "evidentemente" sentire un nuova discussione sulla casa. "Per quel che riguarda i biglietti dei Coldplay, essi si spiegano con il piacere che Michele Egli aveva di trascorrere del tempo con Nadia. L'imputato sapeva che Nadia avrebbe parlando della casa ma contava di sviare il discorso parlando dei biglietti, scrivendo questi buoni. Lui era sempre stato dalla sua parte ed era certo che Nadia non sarebbe mai entrata in conflitto con lui. Per questo ha schivato la cena con lei e si è immaginato la visita serale come qualcosa di bello, ricorrendo all'unico modo che conosceva: farle dei regalini".

Egli, in sostanza, voleva che il suo rapporto e la sua posizione di fiducia con Nadia rimanessero invariati, e per questo non si aspettava che la situazione potesse cambiare. "Questo è il motivo per cui è andato a casa di Nadia, i buoni sono stati un pretesto per incontrarla, non per ucciderla".

"Nessuno pianificherebbe un omicidio con una bottiglia vuota" - "Sì, Egli ha mentito sulla bottiglia così come ha mentito su altre cose. In questo mentire vedo ciò che ha evidenziato il dr. Calanchini, ovvero un primitivo mezzo di difesa". Per l'avv. Galliani, dunque, non vi sono elementi che suggerirebbero una premeditazione del delitto. "Fino a quella sera il suo rapporto con Nadia non era mai stato incrinato da nulla, neppure dalla disputa sul valore dalla casa. È pertanto da escludere la premeditazione dell'atto (aggravante non contestata dall'accusa ma caratteristico del reato di assassinio, ndr)".

"Ha reagito di fronte a un Nadia che non conosceva" - Durante l'atto dell'omicidio Egli non ha dimostrato quella mancanza di scrupoli prevista dal reato di assassinio - ha proseguito- Quella sera le cose non sono andate come si immaginava. Si è trovato confrontato con un'immagine di Nadia che non avrebbe mai immaginato. Egli percepisce le parole di Nadia come un'ingiustizia nei suoi confronti. La cognata gli dice le parole che mai avrebbe voluto sentire: lo accusa di essere come gli altri".

A quel punto "il mondo di Michele Egli è andato in frantumi ed è andata in scena la reazione acuta da stress descritta dal perito psichiatrico". Questo comportamento "non è quello tipico di un assassino" in quanto non ha agito "con perfidia e astuzia".

"Azione omicida unica e non interrotta" - "Nella realtà dei fatti non c'è un momento di cesura nell'atto dell'imputato: proprio perché il colpo di bottiglia non ottiene l'effetto sperato (ovvero farla tacere) Egli si ritrova confrontato con uno scenario a lui totalmente nuovo. Quando Nadia si è lamentata usando anche un linguaggio volgare ("Mitch che ca**o stai facendo", ndr) lo sconcerto di Egli si è alimentato e l'azione omicida, già iniziata - e non interrotta - con il colpo di bottiglia, continua con lo strangolamento".

"Voler scindere in due momenti distinti l'azione di Egli non corrisponde alla realtà dei fatti non corrisponde alla realtà", ha affermato Galliani.

La legale ha anche ribattuto alle critiche rivolte alla perizia psichiatrica dal giudice Pagnamenta: "È vero che la perizia è stata criticata perché basata troppo sulle dichiarazioni di Michele Egli - ha ammesso Galliani - Tuttavia, tali dichiarazioni hanno trovato conferma anche nell'atto d'accusa della pp".

Il dibattimento è stato sospeso e riprenderà domani con l'intervento del'avv. Luca Marcellini.

 

nic

Redazione | 17 mag 2018 16:35

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