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Delitto di Stabio, il giudice critica la perizia psichiatrica

Presentate le conclusioni del dottor Calanchini. "Egli si aspettava di trovare la cognata angelica che conosceva"

Il processo a carico di Michele Egli, accusato di aver assassinato la cognata Nadia Arcudi, è ripreso questo pomeriggio alle 15.30 con l'intervento del perito psichiatrico Carlo Calanchini. Nel suo rapporto, ricordiamo, lo specialista aveva stabilito per l'imputato una lieve scemata responsabilità nella misura del 25%. Più ridotta (10%) la scemata imputabilità legata ai reati finanziari commessi alla SUPSI. L'imputato presenta inoltre un disturbo di personalità misto, difficilmente curabile sia a livello ambulatoriale che in forma stanzionaria. Il rischio di recidiva dell'imputato è stato ritenuto "probabile" per quanto riguarda i reati finanziari e "praticamente impossibile" per quelli compiuti contro la persona. 

La perizia - In apertura di dibattimento il dottor Calanchini ha confermato le conclusioni del suo rapporto ribadendo che spetterà alla Corte stabilire quanto successo. “Io ho analizzato la personalità dell’imputato”, ha spiegato. Il perito ha ritenuto che le discussioni di quel fatidico 14 ottobre abbiano giocato un ruolo cruciale in quanto accaduto. In particolare Egli avrebbe subito “un crollo” dovuto alla trasformazione della cognata. Egli, ha spiegato Calanchini, si aspettava un incontro con la cognata angelica che conosceva, convinto anche dalla sua personalità infantile, e ha invece trovato "un drago" arrabbiato e furioso. "Ha così subito una reazione da stress acuta, mista al suo disturbo della personalità (da qui la scemata responsabilità ravvisata, ndr)", ha concluso l'esperto. Pertanto, al momento di strangolarla con una sciarpa, l’imputato "ha sospeso per un attimo la capacità di giudizio e di riconoscere il male". Ovvero "sapeva ciò che stava facendo ma non aveva la pregnanza etica per fermarsi".

L’attenzione si è inevitabilmente spostata anche sulla decisione di Egli di incontrare lo stesso la cognata nonostante avesse rimandato una cena durante la quale la famiglia avrebbe dovuto discutere della villetta. “Aspettarsi un incontro positivo e stupirsi della reazione irata di Nadia è il ragionamento di un bambino di 5 anni”, ha puntualizzato. Calanchini non ha neppure escluso che Egli si fosse innamorato della cognata: “È possibile che lo fosse e che poi l’invaghimento si sia trasformato in affetto fraterno”.

L’aver cenato con la famiglia come se nulla fosse poco dopo il delitto e l’essere riuscito a dormire tranquillamente per 7 ore la sera stessa (come dimostrato dal braccialetto FitBit) “è stato possibile grazie all'entrata in funzione dei meccanismi di difesa inerenti al suo disturbo di personalità che gli hanno consentito di mantenere un programma prestabilito”.

Infine, Calanchini non ha potuto ravvisare nell'imputato un pentimento convincente per aver ucciso la cognata. Piuttosto, vi sarebere delle avvisaglie di rimorso.

Le critiche del giudice - La perizia è stata duramente criticata dal giudice Amos Pagnamenta, secondo cui si è basata troppo sui racconti di Egli, e non si può quindi escludere che decida di sospendere tutto per nominare un nuovo perito. Le conclusioni di Calanchini, infatti, sono in contrasto sia con l'accusa di assassinio che con la premeditazione,che l'accusa cerca di dimostrare.

La Corte deciderà domani se mantenere o meno la perizia.

Redazione | 16 mag 2018 17:40

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