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Piano di Magadino: "No ad attività industriali nel parco"

I Verdi contrari alla modifica del piano di utilizzazione cantonale del Piano: "Insensato triturare a Riazzino ramaglie della Valle Maggia"

I Verdi del Ticino e la sezione del Locarnese esprimono la loro contrarietà alla modifica del piano d’utilizzazione cantonale del Piano di Magadino, che prevede di destinare "una zona agricola pregiata ad uso industriale, ovvero la lavorazione di ramaglie per produrre composto". Oltre a ciò il movimento ecologista chiede lo sgombero e il ripristino agricolo dei terreni attualmente "occupati illegalmente dalla Compodino SA in località Carcale".

"L’attività agricola" si legge nella nota dei Verdi, "sta alla base della nostra esistenza ed è quindi indispensabile alla nostra sussistenza; essa va tutelata ad ogni costo; soprattutto vista la perdita cronica di terreni agricoli sia locali che a livello mondiale e la crisi alimentare, demografica e climatica che abbiamo iniziato a subire".

Secondo i Verdi vi sono almeno 8 motivi per opporsi alla modifica del piano d’utilizzazione cantonale del Piano di Magadino. Ecco quali:

1) Si tratta di un’attività industriale e come tale va posta in zona industriale.
2) Si contravviene a quanto richiesto da disposizioni superiori (ma anche dal buon senso) che i migliori terreni agricoli siano preservati per l’approvvigionamento alimentare (sicurezza locale e nazionale) attuale e per le generazioni future.
3) La modifica è in palese contrasto con le attività del Parco del Piano di Magadino votato dallo stesso Gran Consiglio, e del quale, fra gli obiettivi, vi è appunto la preservazione del territorio agricolo.
4) È insensato triturare a Riazzino ramaglie proveniente fino dalla Valle Maggia.
5) Si crea un enorme afflusso di traffico su stradine agricole, invadendo pure il percorso ciclabile.
6) Si legalizza un abuso che dura da più di 20 anni.
7) Vi sono metodi per la gestione degli scarti verdi che permettono un migliore uso di questa materia prima rinnovabile, senza sprecare terreno agricolo e a costi minori; ad esempio la triturazione direttamente a bordo campo sui vari terreni agricoli, per poi lasciare usare in loco da parte dei contadini il composto quale concime. Oppure la produzione di energia tramite piccoli impianti a biomassa, che non necessitano nemmeno di materiale essiccato.
8) Se venisse approvata tale modifica, sarebbe una strada spianata alla possibile costruzione di un impianto industriale di biogas. A tale proposito, nel 2009 il messaggio municipale presentato dalla Città di Locarno con una variante del Piano Regolatore (PR) non raccolse la maggioranza qualificata. Il PR poi votato due anni fa non prevede tale possibilità; inoltre, sempre a Locarno, il Consiglio Comunale nel 2014 ha approvato una mozione ecologista che prevede la tutela di tutte le zone agricole (SAC) migliori come appunto previsto da disposizioni superiori cantonali che federali.

I Verdi del Ticino e la sezione dei Verdi del Locarnese chiedono quindi al Gran Consiglio di bocciare la variante del piano d’utilizzazione cantonale, oltre al già citato ripristino agricolo dei terreni occupati dalla Compodino. 

 

Redazione | 16 mag 2018 10:38

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