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Un rosario contro il Pride, il Municipio dice no

Negata l’autorizzazione all’Associazione Helvetia Christiana. Udc pronto a dar battaglia

Un rosario pubblico in centro per pregare contro il Pride di Lugano. E’ quanto chiesto al Municipio, come riportato da Teleticino, nel dicembre scorso dall’Associazione Helvetia Christiana. Associazione che in Svizzera conta circa 50mila aderenti e fra i cui obiettivi dichiarati (si legge sul sito web) c’è quello di combattere “l’espansione della rivoluzione sessuale post ’68, il comunismo, l’anarchia e l’ateismo”.

La richiesta, avanzata dal presidente di Helvetia Christiana Marco Giglio, è però stata rifiutata dall’Esecutivo luganese per ragioni – leggiamo – d’interesse pubblico generale e di parità di trattamento. Motivi che però non sono andati giù all’Associazione. “Vogliamo manifestare contro il gay pride” ha spiegato Giglio a Teleticino “perché reputiamo che va contro il senso di rispetto. In primis per loro stessi in quanto creature umane; spesso si vedono scene poco morali, a cui assistono anche i bambini. Secondo me è un problema di decoro pubblico oltre che una questione religiosa. Non attacco le persone singole, che rispetto in quanto esseri umani, ma non condivido le loro opinioni, il loro modo di essere”.

Una vicenda, quella di Marco Giglio, che ha suscitato l’interesse dell’Udc ticinese. In primis Marco Chiesa che, da noi contattato, ha promesso il suo appoggio politico alla causa di Helvetia Christiana a difesa della libertà d’espressione e di manifestazione delle proprie idee. Sulla stessa linea Alain Bühler che lunedì inoltrerà un’interpellanza al Municipio.

“Credo che il diritto di esprimere dissenso non debba negato da un'autorità cittadina. Ho l'intenzione di interpellare il Municipio sulla questione. Non capisco perche si debba negare l'autorizzazione a una manifestazione ristretta per una preghiera in piazza”.

“Una settimana prima, una dopo, durante il Gay Pride, per me è indifferente” ha aggiunto Giglio “vedo che è stato comunque troppo per il Municipio. Se questa è tolleranza... per me questa è già cristianofobia. Questo è un problema di base democratica”.

Intanto il sindaco di Lugano, Marco Borradori, contattato da Teleticino, ha ribadito di essere arrivato a questa conclusione dopo aver soppesato con attenzione tutti gli interessi – pubblici e privati – in gioco.

Redazione | 5 mag 2018 19:18

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