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"I frontalieri continuano a essere discriminati in Ticino"

Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd: "Non basta dire che siamo un unico popolo, dobbiamo mettere delle regole"

Frontalieri discriminati in Ticino? Ne è convinto il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo: "Il Canton Ticino chiede di chiudere di nuovo alcuni valichi minori sempre in seguito a un’escalation di rapine. Le autorità della dogana italiana hanno imposto regole che di fatto impediscono ai lavoratori di rientrare nel Paese a bordo di auto aziendali con targa svizzera. La revisione dell’accordo, voluta dalla Confederazione, rimane al palo. E il presidente Fontana che fa? Parla per la prima volta pubblicamente dei frontalieri e li definisce ‘problema’. O è una gaffe, o per la Lega 65mila cittadini non contano nulla”

Secondo Orsenigo, come riporta il Giornale di Como, "nella scorsa legislatura è stata istituita la Commissione speciale che doveva occuparsi, di fatto, dei rapporti tra le due regioni contermini, ma negli ultimi anni si è riunita un paio di volte, concludendo niente. Ci chiediamo se questo organismo proseguirà il suo lavoro o se non ce ne sarà più traccia. E nel caso, se sarà davvero fattivo, perché il problema non sono i frontalieri, ma come questi vengono trattati oltre confine”.

"Non basta dire che siamo un unico popolo, con la medesima cultura, tradizione e gastronomia: dobbiamo mettere nero su bianco delle regole che valgano una volta per tutte”, conclude l'esponente del Partito Democratico.

Redazione | 17 apr 2018 10:28

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