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"La guerra in Siria mi fa paura, ma sogno di tornare"

La testimonianza di un siriano che vive in Ticino da 7 anni: "Arriverà quel giorno che starò di nuovo con la mia famiglia"

Dalla Siria le notizie si rincorrono incessanti. Ogni giorno Fadi Ali sfoglia i giornali o si sintonizza alla radio con il cuore in gola. Dal 2011 risiede in Ticino, dove lavora come stagionale. Parte del suo cuore è però rimasto in Medio Oriente dove tutt’ora vivono la mamma e i fratelli. Una zona fortunatamente risparmiata dal conflitto che però resta argomento tabù.

"La mia famiglia non può parlare al telefono perché tutto è controllato" racconta Ali ai microfoni di TeleTicino. "Chiedo e dicono che stanno bene. Sono comunque preoccupato, ma cosa posso fare? Almeno so che stanno bene...Vanno a fare le grigliate. Vanno a fare giri…". 

Una vita tutto sommato normale. Come quella che Fadi, fuggito dal paese a 17 anni per evitare il servizio militare, ricorda prima dell’inizio del conflitto: "Ogni sera uscivamo a fumare la pipa. Lavoravamo tutti. Andavamo al bar, in discoteca e c'era gente che veniva pure da altri paesi per uscire la sera...".

Le cose sono precipitate nel 2011 quando parte della popolazione si rivoltò contro il presidente Bashar al-Assad, accusato di totalitarismo. Un regime il suo, dipinto dallo stesso Fadi con pregi e difetti. Ma sicuramente migliore, dice, della situazione presente. "Prima ero contro il regime ma adesso vedo che ci sono nuovi gruppi che stanno ammazzando altre persone. Ora non sono più con nessuno. Adesso a essere presa di mira è soprattutto Ghouta. Lì la situazione è difficilissima, è vietato entrare e uscire. Non c’è acqua, solo bombe".

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino

Redazione | 16 apr 2018 19:00

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