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"La riforma fisco-sociale è un compromesso accettabile”

Il presidente del PPD Fiorenzo Dadò difende l'intesa raggiunta in sede di Gran Consiglio "grazie anche ai colleghi socialisti"

In questi giorni si moltiplicano le prese di posizione pro e contro la votazione del prossimo aprile sulla Riforma fiscale in votazione il prossimo 29 aprile. Tra i favorevoli vi è anche il presidente del PPD Fiorenzo Dadò, secondo cui la riforma fisco-sociale è “un compromesso accettabile”.

“Il sindacato VPOD, con il sostegno della sinistra, nel 2013 aveva lanciato un'Iniziativa per migliorare i salari delle operatrici e rendere più sostenibili le rette degli asili nido per le famiglie. Un’iniziativa che non avrebbe mai trovato un sostegno unanime tra i partiti - rammenta Dadò - Oggi, grazie anche ai colleghi socialisti in Gran Consiglio animati da spirito costruttivo, un’intesa è stata raggiunta. Un altro importante risultato ottenuto grazie al PPD è l'assegno parentale che, nel concreto, va ad aiutare le famiglie a pagare interamente per tre anni la cassa malati del neonato. Secondo voi questo è poco?”

“Gli sgravi fiscali non mi hanno mai entusiasmato e quanto proposto è accettabile in virtù delle importanti riforme sociali che sono state concesse”, prosegue. “Vi sono delle persone autorevoli che godono della massima fiducia, la cui opinione merita di essere considerata".

Dadò cita "l'autorevole opinione" del professor Mauro Baranzini, "non certo un economista di destra favorevole allo smantellamento dello Stato", sulla riforma in votazione. Interpellato da Ticinonews (vedi articolo suggerito) Baranzini aveva dichiarato che "il sistema fiscale ticinese è il più sociale in Svizzera - A livello fiscale il Ticino viene riportato nella media svizzera. Non è assolutamente un regalo ai ricchi e alle aziende: è una riforma che crea le condizioni quadro per consentire, a medio termine, il rilancio dell’economia. Sarebbe da irresponsabili lasciare il Ticino nella ultime posizioni. I mancati introiti fiscali causati dalla partenza dei grossi contribuenti ricadono su noi tutti".

"Detto in parole povere: meno soldi significano anche meno servizi e meno aiuti a chi è in difficoltà", prosegue il presidente cantonale del PPD, ricordando come l’arte del compromesso sia stato e sia tuttora “l’unico modo per fare avanzare la Svizzera”, rendendola uno dei Paesi “tra i più performanti sul globo terrestre”.

“Certo, si potrebbe ancora fare meglio ma basta girare un po’ il mondo per rendersi conto che il livello che abbiamo raggiunto è già qualcosa di molto positivo. A dar fastidio ad alcuni ambienti, più che le proposte, sembrerebbe essere la collaborazione che le diverse forze politiche hanno dimostrato in questi anni tra di loro su alcuni temi centrali, riuscendo ad ottenere alcune misure interessanti (altrimenti impensabili) anche in ambito sociale”.

“Lo stesso Manuele Bertoli (consigliere di Stato socialista), unitamente alla maggioranza del suo gruppo in Gran Consiglio, ha condiviso la riforma fisco-sociale e ha dichiarato in conferenza stampa che il compromesso che andremo a votare in questi giorni non si tratta minimamente di un inganno e chi lo dice lo fa per cercare di strumentalizzare il dibattito. Noi non abbiamo nessun valido motivo per credere il contrario e pertanto voteremo sì alla riforma fisco-sociale”, conclude Dadò.

Redazione | 16 apr 2018 14:15

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