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"Ticinesi, sicuri che la pizza sia meno cara in Italia?"

Guido Sassi: "Lo Street food non è il problema degli esercenti. Piuttosto in Ticino manchiamo di patriottismo..."

Una buona Pasqua anche per gli esercenti. Le belle giornate di sole hanno portato tanti turisti in Ticino, soprattutto nei due principali eventi del Cantone: a Locarno la creazione di Oppy in Piazza Grande e a Lugano lo Street Food Festival. Tuttavia questo evento avrebbe causato qualche malumore tra gli esercenti, per la concomitanza con le festività pasquali. Ma le critiche sono arrivate anche da alcuni esponenti politici, come Davide Giampani, il quale protesta per lo spostamento della manifestazione dal lungolago a Piazza Indipendenza e Piazza Castello, accusando nello specifico Guido Sassi di aver fatto pressione al Comune per cambiare location.

Ma sarà stato davvero così? Lo abbiamo chiesto direttamente all'esercente luganese. "Ho un ottimo rapporto con la Città di Lugano, così come con l'ente turistico - spiega Sassi - ma la Piazza Riforma è pubblica, non ho mai avuto intenzione né mi sarei permesso di fare pressioni su decisioni che non mi competono".

E' vero però che lo Street Food è stato spostato...
Esatto, ma la decisione di Chiapparino si è rivelata la soluzione migliore. Sono andato a vedere e il riscontro del pubblico era ottimo, c'era tantissima gente ma c'erano pure gli spazi giusti per muoversi. Le persone erano contente e questo mi ha fatto enormemente piacere.

Quindi anche lei è andato alla manifestazione?
Certamente. Mi piace vivere la città dal mattino alla notte e vedere tutte le manifestazioni. E sono contento quando vedo che gli eventi organizzati a Lugano hanno successo.

Questo però fa un po' "a pugni" con chi sostiene che lo Street Food avrebbe danneggiato gli esercenti.
Non è questo il problema del turismo luganese. Ci sono esercenti che hanno reclamato, ma magari sono gli stessi che a Pasqua e Pasquetta, nei locali appena dietro Piazza Riforma, erano chiusi... Il tempo era ottimo e questo ha fatto sì che un sacco di gente venisse a Lugano, personalmente mi sembra che gli incassi siano andati bene per tutti. O perlomeno per chi è rimasto aperto... Ma la verità è che il turismo è cambiato e bisogna saperlo intercettare.

Com'è cambiato?
E' un turismo sempre più giornaliero, da toccata e fuga. E chi arriva si è già informato sui blog su dove andare a mangiare. La concorrenza è spietata e variegata, ma forse non abbiamo più la massa critica: a questo proposito mi dispiace vedere i ticinesi attraversare sempre il confine dicendo che il problema sono i costi.

Una pizza in Italia è però obiettivamente meno cara che in Ticino.
Sì, ma se facciamo due conti in realtà scopriamo che non è del tutto vero. Noi la pizza la vendiamo a 14 franchi, in Italia è vero che costa meno ma poi ci devi aggiungere il coperto e tutte le spese per il trasporto. Forse noi ticinesi siamo poco patrioti: gli italiani, i tedeschi, gli americani sanno stringersi nei momenti di crisi...

Però cosa possono offrire allo stesso tempo gli esercenti ticinesi?
Probabilmente bisogna approfittare meglio degli eventi, sfruttando le occasioni e non trovando ogni volta un modo per criticare. Noi personalmente in Piazza Riforma siamo sempre aperti, anche quando c'è poca gente e viene voglia di chiudere. Ma dobbiamo crederci sempre, altrimenti se molli resti indietro.

Più patrioti e più costanti, quindi.
Esatto, dobbiamo essere tutti davvero convinti che valorizzare il Ticino sia la strada da seguire. Ricordiamo che il nostro settore prevede contratti collettivi nei quali un ausiliario di cucina guadagna oltre 4mila franchi al mese, con 5 settimane di ferie. Un settore in salute garantisce quindi posti di lavoro a condizioni di lavoro dignitose. E ricordarci che viviamo in un Cantone meraviglioso: avete visto che belle le fioriture di questi giorni? Certo, se poi Suter una settimana prima di Pasqua preannuncia previsioni catastrofistiche per gli esercenti, forse sarebbe il caso di cambiare definitivamente approccio...

In definitiva, lo Street Food non è il problema.
Ma certo che no. E comunque non è il Sassi che decide dove organizzare gli eventi. L'unica cosa che posso decidere è la mia morte. Ma forse neanche quella...

MS

Redazione | 3 apr 2018 11:00

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