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Rimborsi, "Un problema di interpretazione giuridica"

La Gestione ritiene che gli strumenti di legge per esercitare l'alta vigilanza siano sufficienti. Tradotto, niente CPI

Il Gran Consiglio si è chinato oggi sul rapporto intermedio della Sottocommissione finanze, commissionato nella seduta parlamentare dello scorso 21 febbraio. La Commissione della Gestione, ricordiamo, aveva ricevuto dal Gran Consiglio il mandato di esercitare l'alta vigilanza, valutando nel contempo l'opportunità di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI). Tramite la sua Sottocommisione, la Gestione ha quindi raccolto la documentazione necessaria e ha sentito i Consiglieri di Stato e i funzionari dirigenti competenti.

Il coordinatore della Sottocommissione finanze Fabio Bacchetta Cattori ha ripercorso tutta la vicenda dal 1999 (quando doni e rimborsi non erano disciplinati tramite un Regolamento o una Nota a protocollo generica bensì su Note a protocollo puntuali) ad oggi, passando per la NAP 28/1999, che aveva introdotto accanto al principio delle spese effettive quello del rimborso forfettario (spese telefoniche, dono a fine mandato e la doppia mensilità a fine mendato, con la relativa estensione di questi principi al Cancelliere).

L'attenzione si è poi spostata sul periodo maggio 2005 - dicembre 2011, quando si è continuato a versare il forfait di 15'000 franchi senza sottoporlo all'Ufficio presidenziale (come previsto dal nuovo Art. 7 della Legge sull'onorario e sulle previdenze, LOn-CdS), una prassi ritenuta "ingiustificata e parzialmente scusabile" dal pg John Noseda" che, ricordiamo, aveva parlato di procedure amministrative molto problematiche visto che la Gestione sarebbe stata informata del problema da un rapporto del controllo cantonale delle finanze.

Secondo la Gestione in tutta la vicenda dei rimborsi c'è stato un problema di comunicazione e di interpretazione giuridica che bisognerà correggere, dando risposte "chiare e definitive" in quanto è stata messa in dubbio anche "la serietà del Governo". In base agli accertamenti si è quindi giunti a 4 conclusioni intermedie. Per prima cosa, la Gestione "proseguirà e ultimerà i suoi lavori" ritenendo che "gli strumenti previsti per l'esercizio dell'alta vigilanza sono ritenuti sufficienti". Non è stato quindi ritenuto necessario istituire una CPI.

Tuttavia, il GC e il Consiglio di Stato "dovranno apportare le modifiche di leggi e regolamenti di loro competenza e prevedere un sistema efficace di verifica e controllo". A tal proposito, ricordiamo che il Governo sta lavorando per sciogliere i nodi giuridici relativi ai rimborsi telefonici, alle due mensilità extra e al dono di fine mandato.

Dal canto suo "la Gestione proporrà delle misure finalizzate a migliorare la comunicazione interna tra il GC e il Controllo cantonale delle finanze (CCF), evadendo nel contempo la pendente iniziativa parlamentare del PS riguardante l'organizzazione del CCF stesso".

Infine "il Consiglio di Stato dovrà definire in modo più esaustivo le spese che non rientrano nell'indennità forfetaria e a sottoporle per approvazione all'autorità competente e dovrà migliorare la comunicazione interna con il CCF".

 

nic

 

Redazione | 13 mar 2018 15:30

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