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Abolire le feste cristiane: cosa ne pensano i giovani?

I rappresentanti dei partiti giovanili ticinesi non vedono di buon occhio la proposta della Giovantù Socialista di Zurigo

Ha scatenato un polverone di polemiche la proposta della Gioventù Socialista del Canton Zurigo di abolire le festività cristiane, per mantenere la separazione tra Stato e religione. Ma cosa ne pensano di questa proposta i rappresentanti dei partiti giovanili ticinesi?

Daniel Grumelli (Giovani Udc)
Ormai sappiamo benissimo che alla Gioventù Socialista non piacciono le nostre tradizioni e la nostra cultura. Fattori molto importante per ogni Paese dove spesso la popolazione si rispecchia in quei valori che la GISO vorrebbe cancellare. Valori che in Europa e, in questo caso, in Svizzera si basano anche sulla religione cristiana. E, piaccia o non piaccia, se ad oggi siamo il Paese che siamo è anche grazie ai valori e alle tradizioni secolari di questa nazione. Togliere le festività cristiane è solo l'ultima provocazione di un gruppo di ragazzi che rinnega sempre più la storia della propria Patria. Se dovessimo seguire il loro ragionamento allora dovremmo tenere aperti i negozi anche la domenica, poiché come ben sappiamo la domenica è giorno di riposo, e anche questa regola vien dalla religione. Strano vero? La GISO a mio pare dovrebbe concentrarsi sui veri problemi che abbiamo in Svizzera: lavoro, AVS, costi della salute, le prese per i fondelli dell'UE!

Martino Rinaldi (Gioventù Socialista Ticino)
Sottolineo che la proposta viene dalla sezione dei giovani socialisti di Zurigo e non da quella federale. Né tantomeno da quella ticinese: a questo proposito noi con ogni probabilità non faremmo una proposta del genere. Tuttavia credo che uno Stato laico e democratico deve essere pronto a discutere e affrontare apertamente la questione della religione, anche se non necessariamente per apportare modifiche. Riteniamo infatti che alcune feste non hanno solo una valenza religiosa ma anche culturale. Basti pensare al Natale, che viene festeggiato da atei e musulmano ed è per loro un momento di aggregazione e unione con i propri cari. 

Andrea Censi (Movimento Giovani Leghisti)
I giovani socialisti mostrano per l’ennesima volta il loro attaccamento alla società civile con questa iniziativa. Sono un giovane ateo svizzero, ma sono nato e cresciuto in una società con chiari valori cristiani, questo è vero quanto sono figlio dei miei genitori, non lo rinnego, non me ne vergogno ed anzi voglio che sia preservato. Rinnegare il nostro passato e la nostra storia è un atteggiamento molto pericoloso, non esiste un popolo ed una nazione se alla sua base non c’è un identità chiara. Essere aperti al mondo non significa perdere i valori nazionali o peggio rinnegarli. La separazione Stato-Chiesa è sancita dalla Costituzione e va mantenuta, le tradizioni e la cultura non vanno però snaturate. Abolire le feste nazionali è solo una gran panzana.

Alessandro De Lorenzi (Giovani Liberali Radicali Ticinesi)
Trovo che sia una provocazione esagerata. Mi domando, con tutti i problemi seri da affrontare in Svizzera, se questo sia un tema su cui investire energie e risorse. Non sono un estremo difensore del coinvolgimento della Chiesa e della religione nello Stato, ma certe feste fanno parte della nostra cultura e trovo errato mettere in discussione la loro celebrazione.

Enea Monticelli (Generazione Giovani Ticino)
Sono proposte che sinceramente lasciano un po' l'amaro in bocca. Non trovo affatto positivo che si proponga l'abolizione di festività che, al di là dell'aspetto religioso, fanno parte della cultura e della tradizione del nostro Paese. Mi auguro che si trovino argomenti più seri su cui discutere.


 

 

Redazione | 12 mar 2018 10:16

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