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Accusato di tentato assassinio: l'imputato non si presenta

Rinviato il processo a carico di un 57enne del Locarnese che diede fuoco al palazzo dove viveva. Ha tentato il suicidio in cella

Avrebbe dovuto prendere il via questa mattina alle Assise criminali di Locarno riunite a Lugano il processo contro un 57enne del Locarnese ma visto il rifiuto dell'imputato, patrocinato dall'avv. Deborah Gobbi, a presenziare in aula il dibattimento è stato rinviato. Pesantissimo l'atto d'accusa nei suoi confronti oggi assente ingiustificato: assassinio plurimo tentato, incendio intenzionale, rappresentazione di atti di cruda violenza , pornografia e contravvenzione alla Legge federale sulle armi.

Nel marzo del 2017 l'uomo, oggi assente ingiustificato, aveva dato fuoco allo stabile in via Franzoni a Locarno dove viveva con la compagna/coinquilina dopo la notifica dello sfratto e soprattutto la lunga serie di litigi con gli altri inquilini, che a suo dire non avrebbero rispettato le regole del palazzo (ad es. gli orari della lavanderia) e lo avrebbero disturbato con rumori molesti. Stando a quanto si legge nell'atto d'accusa della procuratrice pubblica Chiara Borelli, il 57enne aveva pianificato la sua vendetta "agendo con particolare mancanza di scrupoli" contro il "merdaio" in cui diceva di vivere dopo aver ricevuto la disdetta per mora, a suo dire come "gesto di ritorsione" per le lamentele contro il comportamento dei vicini. Per lo scopo aveva acquistato quattro taniche di benzina con cui aveva cosparso la cantina del palazzo. L'incendio aveva reso necessaria l'evacuazione di una trentina di persone (vedi articolo suggerito).

Nel suo appartamento era stato inoltre rinvenuto un vero e proprio arsenale tra baionete, munizioni e sopratutto armi da fuoco: una pistola Glock, una SIG, una Desert Eagle, una Colt, due Beretta, un revolver S&W, un fucile d'assalto SG540, un fucile d'assalto Steyr, un fucile a pompa Winchester, un fucile semiautomatico Franchi, una carabina Valmet e una mitragliatrice della Waffenfabrik Bern. Alcune delle armi non erano neppure correttamente custodite ed è inoltre emerso che con il 57enne avrebbe voluto uccidere la coinquilina a colpi di pistola per poi suicidarsi.

Come detto, l'uomo non si è però presentato in aula. In apertura di dibattimento il presidente della Corte Marco Villa ha spiegato che l'imputato ha tentato un gesto estremo in cella la scorsa settimana. Il personale carcerario è immediatamente intervenuto e l'uomo è stato ricoverato dapprima all'Ospedale Civico di Lugano e in seguito è stato trasferito all Centro cantonale psichiatrico di Mendrisio. Da un punto di vista psichiatrico e della sicurezza la sua presenza in aula non avrebbe rappresentato alcun problema, ma l'imputato si è rifiutato di partecipare al dibattimento nonostante i vari tentativi di convincerlo da parte degli agenti incaricati di prelevarlo.

La Corte l'ha ritenuta un'assenza ingiustificata e pertanto verrà fissata una seconda udienza. Non dovesse presentarsi neppure questa volta il processo si svolgerà in contumacia. "Al di là del suo comportamento è giusto fissare il dibattimento il prima possibile", ha spiegato Villa. La Corte vorrebbe fissare la nuova udienza la settimana dopo Pasqua.

 

nic

Redazione | 8 mar 2018 10:14

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