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Disparità salariale e molestie, scattano le interrogazioni

La Mantia e Lurati chiedono al Governo come intende applicare la parità tra donne e uomini nella realtà

In occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, le deputate socialiste Gina La Mantia e Tatiana Lurati hanno inoltrato due interrogazioni, sottoscritte in modo trasversale da più esponenti di diversi partiti, al Governo. I testi parlamentari affrontano in particolare tematiche centrali per quanto riguarda il rispetto e la concretizzazione nella realtà della parità tra donne e uomini, iscritta nella Costituzione federale da quasi quarant’anni: la disparità salariale e il fenomeno delle molestie sessuali sul mondo del lavoro.

In materia di disuguaglianza salariale, l’interrogazione “È migliorata la situazione della parità salariale all’interno dell’Amministrazione Cantonale?” chiede al Consiglio di Stato quali misure intenda adottare per incentivare la parità salariale. In particolare, l’interrogazione chiede quando verrà eseguita un’analisi approfondita della disparità salariale in seno agli enti pubblici e para-pubblici, "poiché l’ultima risale a quattro anni fa", fanno notare le interroganti, e quali misure siano già state adottate in seguito all’analisi del 2014. Sulla scorta di atti parlamentari che negli scorsi anni hanno già trattato la questione, presentati dalle deputate Pelin Kandemir Bordoli (PS) e Nadia Ghisolfi (PPD), La Mantia e Lurati chiedono al Consiglio di Stato come intenda fare rispettare il principio della parità salariale, iscritto nella Legge sulle commesse pubbliche e nel relativo regolamento, per quanto riguarda i contratti di prestazione e nell’ambito degli appalti pubblici.

L’interrogazione “Molestie sessuali sul posto di lavoro: il Ticino può fare di più?” affronta invece un tema "purtroppo ancora presente e che va risolto" sottolineano le deputate socialiste. Secondo La Mantia e Lurati gli strumenti attualmente a disposizione delle aziende non sono ancora sufficienti per garantire la sicurezza in caso di segnalazioni e denuncie inoltrate dalla vittime di molestie. L’interrogazione chiede quindi cosa sia stato previsto per monitorare in modo attendibile il fenomeno delle molestie sessuali sul lavoro. In particolare, viene affrontata la questione per quanto riguarda le aziende private. Viene chiesto in quale misura le aziende ticinesi adottino gli strumenti messi a disposizione dalla Confederazione, come i volantini o le direttive interne alle aziende, e quante aziende mettano a disposizione una persona interlocutrice per le vittime, così come presentato dall’opuscolo pubblicato da SECO e UFU. Più generalmente, l’interrogazione chiede se il Consiglio di Stato non ritenga utile attivare una campagna di sensibilizzazione sul tema presso le aziede e ritiene utile stimolare la creazione di un gruppo “Stop alle molestie” – disponibile per i dipendenti dell’Amministrazione pubblica – anche in seno alle aziende private.

 

Redazione | 8 mar 2018 09:27

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