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Contro la violenza sulle donne: "Lavoriamo con gli uomini"

Il partito comunista presenta una mozione al Governo, che chiede di creare una casa d'accoglienza per uomini soli

In occasione della Giornata della Donna, il partito comunista, tramite il suo deputato Massimiliano Ay ha depositato una mozione in Governo, nella quale si chiede di studiare la possibilità di creare una casa d’accoglienza e ascolto per uomini soli. Si tratta di fornire "un luogo per l’accoglienza laddove si presenti una situazione precaria, prima che divenga disperata, per l'ascolto e l'accompagnamento di una sofferenza, prima che si risolva in un gesto irreparabile in ambito domestico contro le donne o i minori".

Ay parte da alcune premesse. Secondo il deputato nella lotta alla violenza contro le donne è necessario "un lavoro culturale e peculiare su entrambi i generi, tenendo sempre ben in chiaro la finalità comune dell'eguaglianza dei diritti tra i sessi a livello sociale, economico e culturale". Inoltre le situazioni di povertà successive ad un divorzio "sono in crescita e spesso l’uomo ne risulta particolarmente marginalizzato, abbandonato da moglie e figli e tradizionalmente con più difficoltà ad attivare una rete sociale in caso di bisogno. Egli ricorrerà meno volentieri all’aiuto di parenti e farà più fatica ad esternare il proprio disagio".

In Ticino già esistono strutture che offrono alle donne maltrattate un luogo sicuro e un supporto, per esempio Casa Armonia, evidenzia il partito comunista. Ma ancora si fa "troppo poco per prevenire in generale le situazioni di violenza domestica: a chi può infatti rivolgersi un uomo solo e in stato di bisogno prima che decida di scaraventare tutta la propria rabbia sulla compagna?"

Secondo il partito lavorare con gli uomini è da intendersi come una "prosecuzione di quanto già oggi si fa per favorire relazioni tra uomini e donne basate sull'idea dell'eguaglianza dei diritti nel rispetto delle differenze".

Per il partito comunista ci sono diversi approcci possibili per affrontare il tema che solleva la mozione. "A Oslo in Norvegia esiste ad esempio „Alternative to violence“, un approccio anche di tipo psicoterapeutico e psicologico verso gli uomini violenti che individua nella violenza maschile un'origine culturale e utilizza una metodologia basata sull'assunzione di responsabilità dei comportamenti violenti" si legge nel testo parlamentare. "Poi vi sono approcci più sociali: come quello sviluppatosi a partire dal settembre 2017 con la collaborazione dell‘Azienda Pubblica di Servizi alla Persona del Comune di Bologna, che si concepisce quale centro di ascolto e aiuto per uomini che usano violenza nelle relazioni intime contro donne e/o minorenni".

"Oppure" conclude la mozione, "una variante sociale più generica è quella adottata in provincia di Verona con una struttura per accogliere gli uomini soli, senza lavoro e con problemi economici, in risposta soprattutto all'emergenza abitativa ma senza un intervento mirato su chi è a rischio di comportamenti violenti o discriminatori verso le donne".

Redazione | 8 mar 2018 07:31

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