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Rimborsi: "I problemi ci sono"

La Sottocommissione Finanze ribadisce: qualcosa, a livello giuridico e amministrativo, non ha funzionato a dovere

Decisivo sarà l’incontro di giovedì. Quando, per vederci chiaro sulla questione rimborsi, la Sottocommissione Finanze riceverà in audizione il Governo e l’ex cancelliere di Stato Giampiero Gianella. Riuniti a Lugano per discutere i rapporti giuridici e quelli del Controllo cantonale delle finanze, già oggi però i deputati non hanno dubbi: se ancora dovesse esserci conferma, qualcosa, a livello giuridico e amministrativo, in tutti questi anni non ha funzionato a dovere. Di qui una serie di quesiti da sottoporre giovedì ai diretti interessati.

"Vogliamo capire cosa è accaduto - ha dichiarato a TeleTicino Fabio Bacchetta Cattori - Effettivamente dei problemi si pongono, di natura legale, contabile. Necessitiamo di risposte sia da Gianella che dai ministri. Si tratta anche di capire se effettivamente ci sono delle possibili responsabilità.

In altre parole: bisognerà capire perché non tutti i rimborsi e benefit abbiano ricevuto il dovuto avvallo dell’Ufficio presidenziale. In particolare i 300 franchi mensili di rimborso telefonico, i 2 mesi di stipendio aggiuntivo alla fine del mandato e un dono non imponibile di 10mila franchi, validi secondo la nota a protocollo sia per il Governo, sia per il Cancelliere.

Quanto all’esistenza di una base legale precisa, per quanto concerne parte dei rimborsi, la questione appare ancora nebulosa. "Su una parte dei rimborsi ci sono dei quesiti e noi stiamo facendo accertamenti - ha proseguito Bacchetta Cattori -  Concluderemo in vista di martedì quando presenteremo al Gran Consiglio una relazione forse intermedia. Da qui a là sapremo dare delle risposte come commissione".

Commissione che insieme ai colleghi della Gestione martedì dovrà anche decidere se proporre al Parlamento l’istituzione di una CPI. O, se del caso, un risarcimento civile al Governo. E a chi nei giorni scorsi ha sottolineato come anche la Gestione fosse stata informata delle irregolarità, Bacchetta Cattori risponde così: "A noi è stato detto che i dati presentati dal Consiglio di Stato erano contabilmente corretti e conformi alle disposizioni legali. Non ci fosse stato detto così ma il contrario evidentemente saremmo intervenuti".

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18.45

Laura Milani | 6 mar 2018 18:45

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