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"Rimborsopoli" colpisce anche i partiti ticinesi?

L'accusa di Pronzini: "I partiti intascano indebitamente milioni di finanziamente pubblici"

Dopo lo scandalo dei rimborsi illegali ai ministri e al Cancelliere di Stato, Matteo Pronzini apre il fronte del finanziamento pubblico dei gruppi parlamentari. Come racconta il Caffè, si tratterebbe di soldi che, secondo il deputato dell’Mps, non verrebbero utilizzati per coprire i costi dell’attività parlamentare e di alta vigilanza del Gran consiglio su governo e tribunali, come impone la costituzione, ma che finiscono, invece, direttamente nelle casse dei partiti, che spesso li userebbero per altri scopi. Ad esempio per finanziare le campagne elettorali.

E sarebbero somme ingenti: dal 2002, con la revisione della legge sul Gran Consiglio, i contributi ai gruppi parlamentari sono stati aumentati a 40’000 franchi a gruppo e a 3’000 franchi a deputato. Con 200 franchi di indennità per le sedute in Gran consiglio e nelle commissioni, più un compenso aggiuntivo per le riunioni delle commissioni che superavano le due ore.

Secondo Pronzini, questi contributi "dovrebbero essere utilizzati per finanziare l’attività parlamentare dei partiti e quella dei singoli deputati. Invece questi soldi vanno ai partiti che non sono nemmeno obbligati a dichiarare come li utilizzino. Insomma, si dà per scontato che li usino per coprire i costi del lavoro in Gran consiglio, quando tutti sanno che in realtà sono spesi anche per altro".

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Caffè

Redazione | 4 mar 2018 05:53

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