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Rimborsi dei ministri: "Tutti pronti a fare chiarezza"

La decisione del pg John Noseda è attesa per domani, ma difficilmente sarà promossa l’accusa di abuso di autorità

La decisione del procuratore generale John Noseda sul caso Rimborsopoli è attesa per domani. Ma stando a informazioni raccolte da TeleTicino difficilmente sarà promossa l’accusa di abuso di autorità come ventilato nei giorni scorsi. Capitolo chiuso? Non proprio. Gli interrogatori di 3 ministri su 5 – Zali, Bertoli e Beltraminelli – si sono svolti oggi pomeriggio. A poche ore dalla prima riunione della Sottocommissione Finanze chiamata a far luce dal punto di vista amministrativo.

La domanda è la seguente: ministri e cancelliere sapevano che una parte dei loro rimborsi e benefit era percepita irregolarmente dal '99, come segnalato a più riprese dal Controllo cantonale delle finanze a tutti i Dipartimenti? E soprattutto, chi ne ha autorizzato il pagamento? Al gruppo coordinato dal deputato Fabio Bacchetta Cattori il compito di presentare rapporto al Parlamento il prossimo 12 marzo. "Abbiamo raccolto tutta la documentazione necessaria e siamo in attesa di nuovo materiale. Abbiamo già sentito il capo del Controllo cantonale delle Finanze, il segretario generale e il nostro consulente giuridico per fare chiarezza".

E per tutta la documentazione necessaria si intende quanto giunto al Ministero pubblico. Sfociata dapprima in un decreto d’abbandono, Noseda aveva riaperto l’inchiesta in seguito alle provate segnalazioni del CCF. "Ognuno di noi si fa la propria idea - prosegue Bacchetta Cattori - intanto era importante preparare i documenti e incaricare i nostri consulenti giuridici e finanziari".

Così come pianificare, nei prossimi giorni, le audizioni dei ministri e dell’ex cancelliere Giampiero Gianella. Solo a quel punto si deciderà se istituire una commissione parlamentare d’inchiesta. "Questo non compete a noi ma alla Gestione e al Gran Consiglio. Noi esercitiamo l’alta vigilanza in base a strumenti di legge già importanti per far chiarezza."

Nel frattempo però c’è già chi mette le mani in avanti: "Chi rompe paga, chi ha responsabilità dovrà pagare - ha dichiarato il deputato leghista Michele Guerra - I nostri consiglieri di Stato presenti e passati sono già pronti a rimborsare quanto eventualmente ingiustamente ricevuto".

“Mi sembra evidente che se qualcosa viene recepito illegalmente deve essere restituito” ha commentato il capogruppo PPD Maurizio Agustoni ai microfoni di TeleTicino. Sulla stessa linea il PLR che attende anche i risvolti penali della vicenda. Pronta infine la risposta del socialista Ivo Durisch: “Oltre ad aver restituito oltre 21mila franchi di gettoni, il nostro ministro Bertoli ha chiesto la sospensione del forfait telefonico. Non da ultimo, conclude Durisch, Bertoli sostiene l’assoggettamento dei ministri alla cassa pensione”.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

 

Laura Milani | 27 feb 2018 18:45

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