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Rimborsi dei ministri: non sarà reclamo, ma forse CPI

Il Gran Consiglio non ricorrerà contro il decreto di abbandono. Il PPD ha proposto una Commissione d'inchiesta

Con 58 voti favorevoli il Gran Consiglio ticinese ha deciso di non presentare reclamo contro il decreto di abbandono nel procedimento penale contro ignoti per abuso di autorità, aperto a seguito della segnalazione del deputato MPS MatteoPronzini. Il pg John Noseda, ricordiamo, aveva rilevato che nel caso dei rimborsi (secondo Pronzini pari a 1,75 milioni) percepiti in 18 anni dai consiglieri di Stato e dal Cancelliere non vi fosse nulla di penalmente rilevante (vedi articoli suggeriti).

La decisione è stata presa con la procedura dello scrutinio segreto. Ma i granconsiglieri non si sono limitati qui. Prima della votazione infatti il Gruppo PPD ha chiesto l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta in quanto ritiene necessari degli accertamenti amministrativi, accertamenti che la sola Gestione "non potrebbe svolgere nella loro interezza" non potendo convocare gli ex Consiglieri di Stato. Questa proposta verrà discussa durante la prossima seduta di Gran Consiglio in programma il 12 marzo. Nel frattempo la Gestione riceverà mandato di presentare le sue conclusioni sull'istituzione di una CPI. La proposta in tal senso è stata acettata con 64 voti favorevoli e nessun contrario (5 astenuti).

Il dibattito in sintesi

Il PPD, come confermato dal capogruppo Maurizio Agustoni, non approverà il reclamo avendo concordato con le conclusioni cui era giunto il pg Noseda. "Riteniamo che i nostri consiglieri di Stato siano persone oneste, ma siamo sul filo del rasoio. Il margine di manovra delle Gestione potrebbe non essere sufficiente, pertanto chiediamo l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI)".

Secondo il PLR l'attività del pg è stata "precisa, puntale e completa" e dunque "non vi sono ragioni per giustificare un ricorso". La deputata Alessandra Gianella ha lasciato la sala visto che la votazione riguarda anche il padre, il già cancelliere Gianpiero Gianella, indicato dal deputato leghista Omar Balli come "l'artefice di questo pasticcio". Per quel che riguarda l'istituzione di una CPI, il partito preferisce dare mandato alla Commissione della gestione, che presenterà le sue conclusioni durante la prossima seduta. Posizione, questa, condivisa anche dai Verdi.

"Chi ha ottenuto questi rimborsi senza le dovute autorizzazioni si faccia delle domande - ha dichiarato il capogruppo leghista Daniele Caverzasio, che auspica un rimborso in caso di un'accertata irregolarità - le valutazioni verranno fatte dalla Commissione della gestione, per questo la maggioranza del Gruppo approverà il rapporto dell'Ufficio presidenziale". L'istituzione della CPI è stata ritenuta sensata ma ancora prematura: "Bisogna quantificare l'eventuale danno per evitare che i costi della Commissione parlamentare si rivelino superiori. Se sarà necessaria la sosterremo".

"Sono contento che ci siano state parole dure - ha dichiarato il capogruppo socialista Ivo Durisch - Il nostro gruppo condivide quanto contenuto nel decreto di abbandono, che pure è stato molto duro. Bisogna però proseguire sulla via amministrativa". Anche il Gruppo PS ritiene ragionevole attendere la prossima seduta di Gran consiglio per decidere sull'istituzione di una CPI.

"Magari Pronzini qualche merito ce l'ha - ha dichiarato Paolo Pamini (LaDestra) - Abbiamo letto la bella lettera di San Valentino del pg e il rapporto dell'Ufficio presidenziale e non daremo seguito alla richiesta di rimborso, ma andranno fatti degli accertamenti". Per quel che riguarda la CPI, Gabriele Pinoja ha pure ritenuto prematuro esprimersi oggi, preferendo rimandare la questione nelle prossime sedute.

"I consiglieri di Stato sapevano", ha tuonato il deputato MPS Matteo Pronzini, esprimendosi a favore dell'istituzione di una CPI. "Se Argo 1 è stata la negligenza di un consigliere di Stato, qui c'è stata la negligenza di cinque consiglieri di Stato e di un cancelliere".

nic

Redazione | 21 feb 2018 21:00

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