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Affossata la Legge di applicazione di 'Prima i nostri'

Il Gran Consiglio ha approvato il rapporto di maggioranza, che proponeva di respingerla, con 44 voti favorevoli contro 32

Archiviata l'elezione del nuovo PG sui banchi del Gran Consiglio è approdata, a quasi un anno di distanza dal 'Sì' ticinese, l'iniziativa Prima i nostri, con l'ordine del giorno di oggi che comprende ben 9 punti. Quello decisivo riguarda la legge di applicazione dell'iniziativa, elaborata dalla Commissione speciale coordinata da GabrielePinoja che non ha però convinto né il Governo né la Commissione della Legislazione.

Il rapporto di maggioranza di GiorgioGalusero (PLR), SabrinaGendotti (PPD) e CarloLepori (PS) ritiene infatti che il disegno di legge sia da respingere poiché è in contrasto con il diritto superiore. Il rapporto di minoranza di LaraFilippini (UDC/LaDestra) sostiene invece il contrario e propone di accettare la legge di applicazione.

La proposta di concretizzare la preferenza indigena nel settore privato si inserisce nell'ambito della Legge sugli stranieri (che, ricordiamo, è di competenza federale) e vorrebbe subordinare il rilascio di nuovi permessi per frontalieri (G), di dimora temporanea (L) o di dimora (C) a determinate condizioni. Un datore di lavoro dovrebbe cioè dimostrare di non poter assumere un residente o uno straniero in possesso dei suddetti permessi a pari qualifiche professionali. La discussione si preannuncia animata soprattutto dopo la recente decisione del Legislativo cantonale in favore di un controllo sistematico dei permessi. Per quel che riguarda invece le iniziative in favore di un inserimento dell'obbligo della preferenza indigena nei settori del parastato non dovrebbero esserci discussioni di sorta in quanto si andrebbe a ribadire una prassi già consolidata.

Come previsto, la spaccatura tra PLR-PPD-PS e La Destra-Lega, già emersa in sede di Commissione della legislazione, si è concretizzata anche nel plenum del Gran Consiglio. Punto centrale del dibattito la compatibilità dell'iniziativa con il diritto superiore. "Vorrei sottolineare che il rispetto del diritto rimane un valore importante soprattutto per un Legislativo", ha sottolineato il presidente del Governo Manuele Bertoli.

Compatibilità con il diritto superiore versus volontà popolare

In apertura di dibattito sul Rapporto finale della Commissione speciale l'iniziativista Gabriele Pinoja ha lamentato un "immobilismo, un'assenza e una sudditanza nei confronti della Berna federale" da parte dei ministri di fronte alla volontà popolare. "Pseudo accordi con l'Europa ci hanno indeboliti", ha chiosato. Tornando sulla questione del diritto superiore, Pinoja si è chiesto quale esso sia: "quello federale o quello europeo?"

"Grazie all'iniziativa lanciata dall'UDC si potrà lanciare un dibattito completo su questo aspetto fondamentale per la Svizzera e per il Ticino. Oggi si discute del margine (o meglio, dello spiraglio) di manovra per applicare l'iniziativa, che riguarda i sogni e i desideri", ha replicato il capogruppo PLR Alex Farinelli ribadendo l'importanza del rispetto della Costituzione generale su cui i deputati hanno giurato. "Respingere la legge di applicazione è un segno di rispetto dei cittadini, che sono invitati a rispettare le regole".

Il deputato leghista BorisBignasca, portando l'adesione del suo gruppo al rapporto di minoranza, ha replicato all'intervento di Farinelli sostenendo che "ai politici spetta rispettare il volere popolare".

"Prima i nostri promette cose che si sa benissimo che non può mantenere. Non è il modo di fare politica quando si sa che la supremazia del diritto superiore è un dato di fatto", ha dichiarato Simone Ghisla (PPD), che non ha risparmiato stoccate nemmeno alla Lega: "noto che l'impegno dei leghisti in commissione (il deputato Minotti, ndr) è stato praticamente pari a zero", alla sinistra "che non ha ancora capito il problema" e al PLR che "sarebbe disposto a dimezzare le buste paga dei dipendenti".

"Prima i nostri ha due facce e nessuna delle due ci piace - ha spiegato il capogruppo socialista IvoDurisch - da un lato una forma di populismo e dall'altra il sintomo di una crisi della rappresentanza democratica. Le soluzioni a questi problemi non sono quelle proposte dall'iniziativa, che è uno strumento per arrivare al ventre del cittadino per ottenere consensi elettorali". Per il gruppo PS, che non approverà la legge di applicazione in quanto "incompatibile con il diritto superiore", la via da percorrere è quella "della solidarietà, della giustizia sociale e delle misure di accompagnamento".

Approvato il rapporto di maggioranza

Prima dell'attesa votazione si è passati agli interventi dei relatori dei due rapporti, durante i quali il punto centrale è nuovamente stato il prevalere o meno del diritto internazionale. La correlatrice di maggioranza Sabrina Gendotti non ha risparmiato dure critiche all rapporto di minoranza di Lara Filippini. "Si citano sentenze del TF datate e superate. La garanzia federale non si estende alle misure di attuazione e l'UDC vuole ingannare i cittadini", ha chiosato la deputata PPD, incassando il plauso dei colleghi correlatori Galusero e Lepori,

"Si può fare, basta osare - ha ribattuto Filippini - Non si può concludere che la Confederazione svizzera riconosca un primato del diritto internazionale, e questo ci lascia un margine di manovra che dobbiamo sfruttare. Secondo la deputata UDC è già capitato che, per tutelare interessi interni, la Confederazione ha già dato la precedenza alla Costituzione".

Dopo gli interventi dei portavoce dei vari gruppi, a quasi 4 ore dall'inizio dei lavori, il Gran consiglio ha bocciato la legge di applicazione, approvando il rapporto di maggioranza con 44 voti favorevoli (PLR, PS e parte del PPD), 32 contrari e 2 astenuti.

Nessuna sopresa sull'esito, con le posizioni che si erano già ben delineate in fase dibattimentale. I rimproveri mossi dal centro, dalla sinistra e dai Verdi si sono concretizzati in una larga approvazione del rapporto di maggioranza e di una altrettanto larga bocciatura di quello di minoranza. Non è bastato dunque il fronte La Destra-Lega, con il sostengo dei 'Verdi-Indipendenti'.

La discussione sugli atti parlamentari in favore di un inserimento dell'obbligo della preferenza indigena nei settori del parastato avverrà verosimilmente in notturna.

Altri dettagli questa sera nel TG di TeleTicino delle 18.45

 

nic

Redazione | 21 feb 2018 18:09

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