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Un altro discusso mandato per Cassis

Il Consigliere federale ha aderito a una fondazione farmaceutica prima della sua elezione. Poi l'uscita "via sms"

Ancora prima della sua elezione in Consiglio federale, Ignazio Cassis era finito nel mirino della stampa per alcuni discutibili mandati. Tra questi, per esempio, la lobby delle armi Pro Tell, che si batte contro gli inasprimenti del diritto delle armi in Svizzera. Organizzazione dalla quale Cassis si era poi dimesso nell'ottobre 2017 (quando dunque era già Consigliere federale), per le discussioni pubbliche e le strumentalizzazioni che erano sorte attorno alla vicenda.

Ora il Tages-Anzeiger porta alla luce un altro mandato "scottante". Il Consigliere federale ha aderito nell'agosto 2017 (tre settimane prima della sua elezione) al Consiglio di fondazione di un'organizzazione farmaceutica. Si tratta della Zürich Academy of Internal Medicine (Zaim), organizzazione non-profit il cui scopo è promuovere la medicina interna. L'organizzazione, fa notare il Tages-Anzeiger, si finanzia attraverso generose donazioni e sponsor di imprese farmaceutiche, come GlaxoSmithKline, Pfizer, Bayer e altri ancora. Grazie a questi contributi le imprese possono assicurarsi la presenza di medici ad eventi.

Il problema è che la Costituzione federale proibisce a persone legate all'amministrazione pubblica di occuparsi di attività secondarie che hanno uno scopo lucrativo. Secondo il professore di diritto amministrativo Benjamin Schindler è inoltre discutibile il fatto di assumere funzioni onorarie in organizzazioni che si occupano di attività finanziarie. 

Stando alle ricerche del Tages-Anzeiger, sul registo di commercio Cassis figura ancora oggi membro del Consiglio di fondazione. La stessa organizzazione fa pubblicità sul suo sito per la partecipazione di Cassis nel gremio (sul sito indicato come CF dir. med. Ignazio Cassis). 

Contattato dal Tages-Anzeiger, il Dipartimento degli affari esteri ha però smentito un presunto conflitto di interessi. Un portavoce ha precisato che Cassis lo scorso ottobre ha informato "via sms" la Fondazione che non potrà più farne parte. Una posizione che è stata confermata dalla stessa Zaim, la quale ha specificato che si è trattato di una "svista" il fatto che il nome del ministro figuri ancora sul registro di commercio e sul sito della Fondazione. Una dimenticanza per cui l'organizzazione si scusa: "Sono stati effettuati i passi necessari per rimuovere il suo nome" ha assicurato il presidente Edouard Battegay al giornale. Se la Fondazione ha beneficiato finanziarmente della presenza del Consigliere federale, non è per il momento dato sapere. 

Redazione | 13 feb 2018 17:00

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