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Questa volta è stato espulso

Il TF, dopo aver annullato una prima revoca del permesso di domicilio, ha respinto il ricorso di un 45enne pluri condannato

Questa volta dovrà definitivamente lasciare la Svizzera un 45enne cittadino in possesso della doppia cittadinanza britannica e slovena cui la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni aveva revocato per ben due volte il permesso di domicilio. Tra il 1993 e il 2012 l'uomo, sposato con una cittadina italiana dal 1993 da cui aveva divorziato 6 anni più tardi, aveva interessato le autorità amministrative e le autorità penali in 14 occasioni, tra cui spiccano 4 ammonimenti da parte delle autorità competenti in materia di stranieri, una revoca della licenza di allievo conducente a tempo indeterminato, quattro condanne per furto (rispettivamente a 21 mesi, 10 mesi, di nuovo 21 mesi più il pagamento di indennità per un totale di 28'468 franchi e 10 mesi e il pagamento di 54'233 franchi).

A seguito di tali fatti si era visto revocare una prima volta il permesso di domicilio di cui era titolare dal 20 marzo 2012 ma tale misura era stata annullata dal Tribunale federale a causa della necessità di svolgere accertamenti più approfonditi circa il sussistere di legami con i Paesi di origine (Regno Unito e Slovenia) e in merito alle conoscenze linguistiche di cui dispone (sentenza 2C_200/2013 del 16 luglio 2013).

Nel frattempo e in parte ancora durante la procedura di revoca di cui si è detto l'uomo aveva occupato ancora le autorità giudiziarie penali in più occasioni. Con decreto d'accusa del 16 maggio 2013 era stato condannato a una pena detentiva di tre mesi dopo essere stato riconosciuto colpevole di appropriazione indebita, truffa, infrazione alla LCStr (guida nonostante revoca della licenza di condurre, circolazione senza assicurazione RC, uso di licenza o di targhe non rilasciate per lui né per il suo veicolo), infrazione e contravvenzione alla Lstup mentre il 22 aprile 2015 era invece stato condannato - a valere quale pena parzialmente aggiuntiva a quella di cui al decreto d'accusa del 16 maggio - alla pena detentiva di 24 mesi, alla pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere da 10 franchi ciascuna e alla multa di 500 franchi dopo essere stato riconosciuto colpevole di furto aggravato, ripetuto danneggiamento, ripetuta violazione di domicilio, ripetuto impedimento di atti dell'autorità, grave infrazione a norme della circolazione, guida in stato di inattitudine, ripetuta guida senza autorizzazione, ripetuta guida senza assicurazione RC, ripetuto abuso delle targhe, ripetuta contravvenzione alla LStup.

Conisiderati i nuovi fatti precedentemente elencati la Sezione della popolazione, cui era stato trasmesso l'incarto dopo la prima pronuncia del Tribunale federale, aveva riesaminato la posizione del cittadino inglese e aveva deciso di nuovo di revocare il suo permesso di domicilio. Il secondo provvedimento di revoca era stato confermato per una seconda volta sia dal Consiglio di Stato che dal Tribunale cantonale amministrativo, espressosi al riguardo con sentenza del 5 maggio 2017. Proceduto ad un apprezzamento della fattispecie, anche i Giudici cantonali hanno infatti constatato il sussistere di un motivo di revoca e della proporzionalità della misura presa.

Il 20 giugno 2017 l'uomo si era rivolto al Tribunale federale ma questa volta i giudici di Mon Repos, con sentenza pubblicata oggi, hanno dato ragione alle autorità ticinesi e hanno repsinto il suo ricorso. La Corte ha rilevato che la revoca del permesso di domicilio del 45enne è giustificata in base all'Art. 63 cpv. 2 della Legge sigli stranueri (LStr). Tale legge prevede che il permesso di domicilio di uno straniero che soggiorna regolarmente e ininterrottamente da oltre 15 anni in Svizzera può essere revocato di un agrave minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblici in Svizzera o all'estero o se è stato condannato a una pena detentiva di lunga durata. Anche in presenza di motivi di revoca, va detto, una tale misura si giustifica solo se è proporzionata.

Secondo il TF, "benché l'insorgente viva in Svizzera dalla sua nascita e la misura di revoca decisa nei suoi confronti lo colpisca pertanto duramente", questo aspetto va relativizzato "in considerazione dei molti reati da lui perpetrati con regolarità durante un lasso di tempo di più di vent'anni" nonostante i molteplici ammonimenti. Inoltre, non vi sono da rilevare ostacoli insormontabili al suo trasferimento in Slovenia o nel Regno Unito, che "richiederà senz'altro un periodo di adattamento" in Paesi "nei quali lo standard di vita è assai simile a quello cui è abituato". Per questi motivi il ricorso è stato come detto respinto e le spese giudiziarie pari a 2'000 fanchi sono state poste a suo carico.

 

nic

Redazione | 13 feb 2018 13:40

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