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Alla sbarra per maltrattamenti, assunta per cure a domicilio

La donna, rea confessa, avrebbe picchiato una bambina per anni. E adesso viene assunta come operatrice sociosanitaria

Un caso che ha dell'incredibile, tra il Ticino e il Grigioni. Una donna accusata di maltrattamenti su una bambina è stata assunta come operatrice sociosanitaria da un'associazione che si occupa di cure a domicilio per invalidi e anziani. 

La donna era, assieme al marito, genitore affidatario di una bambina che all'epoca (tra il 2010 e il 2013) aveva poco più di 5 anni. Bambina che per anni è stata picchiata e umiliata, con docce bollenti e addirittura l'abbandono in un bosco. Le accuse nei suoi confronti, firmate dalla PP Valentina Tuoni, sono quelle di coazione, lesioni semplici e violazione del dovere di assistenza o educazione. Processo che si sarebbe dovuto svolgere proprio la scorsa settimana, ma che è stato rinviato.

E proprio i rinvii e i tempi piuttosto lunghi della procedura giudiziaria hanno permesso alla donna di mantenere il proprio casellario pulito, riuscendo così a trovare lavoro nel settore delle cure a domicilio nel Grigioni dopo aver interrotto il rapporto di lavoro con un'associazione simile in Ticino, che evidentemente non si sentiva di far prestare assistenza sanitaria a persone in difficoltà da una persona con un "curriculum" simile.

Contattata dalla redazione di Ticinonews, la direttrice della struttura si è detta piuttosto sorpresa, ammettendo di essersi basata solo sul casellario della donna. E' prevista comunque un'indagine interna per valutare la posizione della dipendente e prendere eventualmente provvedimenti. Provvedimenti che non mancheremo di comunicare ai lettori nei prossimi giorni.

 

Redazione | 13 feb 2018 11:49

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