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"Una 'casa del disagio' a Lugano? Non avrebbe senso"

Borradori e Quadri stoppano sul nascere la proposta di Bertini: "Le realtà attive sul territorio sono efficienti"

Uno spazio ad hoc per "gli individui che assumono comportamenti fuori dalla norma"? La proposta di Michele Bertini ha fatto discutere (per saperne di più vedi articoli correlati), con il collega in Municipio nonché titolare del dicastero socialità Lorenzo Quadri che si mostra piuttosto contrario.

"La reputo un'iniziativa individuale di Bertini che mi sorprende abbastanza - spiega Quadri - dato che in Municipio questo tema non è mai emerso e non mi risulta neanche che la divisione della socialità coinvolta sia stata contattata in merito a proposte di questo tipo sulle persone disagiate. E' un non problema: ci sono già attori attivi sul territorio con cui la città collabora con reciproca soddisfazione. Non so bene da quale esigenza nasca la richiesta di creare una struttura, senza peraltro avere bene in chiaro chi dovrebbe gestirla, dove andrebbe collocata e da chi sarebbe finanziata".

Il vicesindaco ha tuttavia detto che "sarebbe sbagliato chiudere gli occhi di fronte a segnali di malessere”. "Infatti non vengono chiusi - prosegue il municipale leghista - grazie anche al potenziamento della collaborazione tra la polizia e Ingrado, il centro per le tossicodipendenze che adesso vanta la presenza di un operatore di strada. Ci sono innegabilmente problemi di tossicodipendenti e di marginalità, ma non un'impennata tale da giustificare un cambio di strategia. Strategia che sta portando i suoi frutti, senza il bisogno di nuove proposte incisive come quelle che vengono ipotizzate".

Sulla stessa linea di Quadri il sindaco Marco Borradori: "Sono molto stupito, dato che non abbiamo mai parlato di questa esigenza. Spiace un po' leggere sui giornali qualcosa di cui avremmo potuto discutere tranquillamente in Municipio. Francamente non ho mai avvertito la necessità di creare una struttura come quella proposta, a questo proposito mi sembra importante sottolineare come la città lavori con profitto e costanza con le associazioni presenti sul territorio che si occupano di socialità e marginalità".

 

 

Redazione | 12 feb 2018 18:35

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