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No Billag: "Un salto nel vuoto"

MontagnaViva invita a respingere l'iniziativa: "Penalizzante per le comunità periferiche già disagiate"

Il movimento MontagnaViva si esprime in merito all'iniziativa No Billag, invitando a votare un "secco" no al prossimo 4 marzo. 

"La Svizzera italiana è periferica e marginale, ma a farne particolarmente le spese di un'eventuale approvazione dell'iniziativa popolare saranno le comunità periferiche già disagiate, quali le Valli e le Regioni di montagna" sottolinea il movimento in una nota. "Per aree notoriamente poco dotate di altri servizi informativi e di svago la radio televisione pubblica, con la sua apprezzata e diversificata offerta di programmi, è una compagna importante e insostituibile per la vita quotidiana degli abitanti, specialmente per le persone anziane. Quest’ultime possono seguire programmi delle quattro regioni linguistiche che tengono conto, valorizzano e mantengono viva la diversità a livello regionale, contribuendo anche alla coesione nazionale. È da illusi pensare che qualcuno investirà "un franco" per garantire un’informazione equa, libera ed equilibrata in regioni marginali quali le nostre, non facciamoci illusioni!"

Il movimento ricorda di aver proposto all'Ufficio Presidenziale del Gran Consiglio di rivolgere un appello ai parlamentari "per il mantenimento di un servizio pubblico d'informazione a difesa della nostra lingua e cultura italiana". Un appello che non ha potuto concretizzarsi "per la ferma opposizione del Gruppo della Lega dei ticinesi!" sottolinea MontagnaViva. "Quest'ultima gioisce per salvare 220 posti di lavoro, su 440, alle Officine FFS di Bellinzona e nel medesimo tempo non ci pensa 5 secondi nel voler cancellare un servizio pubblico rappresentato dalla RSI, da una Televisione privata e da due Radio regionali. Emittenti che contano almeno 1700 posti di lavoro, un indotto nazionale di ripartizione del canone di 265 milioni (22%) a fronte di canone pagato nella Svizzera italiana di 45 mio (4%). Di questo canone 6.5 mio vanno alle emittenti private. 213 milioni sono l'indotto diretto e indiretto per la RSI e a 850 Ditte locali. Un indotto essenziale specialmente per l'economia sottocenerina, ma infine anche per quella cantonale".

"Le risposte che gli iniziativisti danno" conclude MontagnaViva, "non sono concrete e nemmeno convincenti, un salto nel vuoto". 

 

 

Redazione | 9 feb 2018 18:27

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