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Troppi reperti archeologici andati distrutti

Matteo Quadranti e cofirmatari interrogano il Governo sulla gestione di questi beni storici in Ticino

Il deputato PLR Matteo Quadranti ha presentato - insieme ai cofirmatari Tamara Merlo, Nicola Pini, Sara Beretta Piccoli, Franco Celio, Raul Ghisletta, Giovanna Viscardi, Massimiliano Ay, Germano Mattei, Matteo Pronzini e Paolo Pagnamenta - un'interrogazione parlamentare sulla gestione dei reperti archeologici in Ticino.

"Lo Stato, ma anche Associazioni private nate spontaneamente nella società civile, investono fior di milioni in denaro o in risorse umane per la ricerca archeologica nel nostro cantone - evidenziano gli interroganti - I frutti di questi investimenti andrebbero raccolti grazie alla possibilità di esporre fisicamente (e non fotograficamente o virtualmente) i reperti in musei o esposizioni temporanee con tanto di studi sui medesimi".

"Orbene, da documentazione fotografica e segnalazioni in nostro possesso, risulta che vi sia purtroppo un elevato numero di reperti che stanno andando distrutti per mancanza di cura e corretta manutenzione (ad es. i reperti in ferro andrebbero almeno desalinizzati e consolidati nei primi mesi dal loro ritrovamento altrimenti possono essere soggetti a rotture e deformazioni che in molti casi portano alla disgregazione e alla perdita totale dell’oggetto). Evidentemente questo stato di cose ha come conseguenza diretta la perdita del patrimonio culturale del nostro passato".

"Probabilmente, oltre ai tagli finanziari, la mancanza della figura di un “Conservatore” come esiste negli altri Cantoni, non aiuta ad evitare queste gravi perdite. Ciò non toglie però che lo Stato, e di conseguenza il Servizio Archeologia dell’Ufficio dei beni culturali, siano responsabili della corretta gestione dei reperti di proprietà della collettività e a loro affidati".

Fatte queste premesse Quadranti e cofirmatari pongono le seguenti domande al Consiglio di Stato:

1. A quanto ammontano i tagli negli ultimi 10 anni in termini finanziari e di risorse di personale nel settore dei Servizio Archeologico e dei Beni Culturali?
2. Quale è lo stato effettivo di conservazione di tutti i reperti?
3. Non ritiene di dover introdurre la funzione del “Conservatore” o di quanto meno assicurare all’Ufficio dei Beni culturali i mezzi necessari alla corretta gestione dei reperti mobili?
4. Quali sono le linee guida e le intenzioni reali del Governo circa la futura politica di conservazione e promozione del patrimonio archeologico ticinese?

Redazione | 5 feb 2018 09:06

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