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I giovani uniti contro No Billag

Un gruppo interpartitico a difesa della varietà mediatica: "Siamo giovani ma guardiamo la tele, ascoltiamo la radio e vogliamo continuare così"

Anche i giovani ticinesi, con un gruppo interpartitico composto da Giovani Verdi, GISO, Generazione Giovani e GLRT, si schierano contro l’iniziativa No Billag.

"Nonostante si accusino i giovani di non fruire più di contenuti televisivi - scrivono in una nota ai media -, le sezioni giovanili di diversi partiti politici hanno deciso di schierarsi contro l’iniziativa “No Billag”. Certo, la fruizione della televisione non è più quella di una volta, complice il progresso digitale. Ma radio e televisione stanno investendo risorse e competenze per adattarsi al cambiamento tecnologico offrendo già oggi contenuti di successo e qualità in rete. Contributi comunque spesso alla base dell’informazione giovanile e che esulano dalle logiche dello share televisivo".

"L’accettazione di questa iniziativa - continua il gruppo - avrebbe gravi conseguenze sul panorama giornalistico ticinese, poiché eliminerebbe una fonte d’informazione competente, indipendente e soprattutto legata al territorio ticinese e svizzero. Senza canone, metteremmo inoltre in serio pericolo altre tre importanti radio e televisioni private e questo nella sola Svizzera italiana. Questo scenario privo di una pluralità d’informazione adeguata, rappresenterebbe una grave perdita per l’accrescimento personale di tutti i giovani italofoni, ed influirebbe sull’opportunità di formarsi opinioni, sul senso di appartenenza alla cultura ticinese e nazionale e sul controllo democratico della società".

Secondo i giovani ticinesi, non vanno dimenticate le conseguenza anche in ambito sociale. "La chiusura della RSI e il ridimensionamento di molte emittenti private, porterebbero all’eliminazione di molti posti di lavoro, spesso in campi estremamente specifici. Romperebbero inoltre un legame assodato con le nostre scuole superiori (come il CISA) e università (facoltà di scienze della comunicazione, USI) obbligando i nostri studenti, i lavoratori del futuro, a dover emigrare per trovare un impiego nella formazione desiderata".

"Infine ricordiamo che con il canone non si sostengono soltanto le televisioni e le radio, ma anche importanti manifestazioni culturali come il Festival del film di Locarno o Palco ai Giovani, oltre che giovani artisti svizzeri come Sebalter, i Make Plain o Andrea Bignasca, ambasciatori della musica svizzero-italiana in tutto il paese".

"Contenuti di qualità, informazione libera e neutrale, sostegno ai giovani, agli apprendisti e ai lavoratori, responsabilità sociale e un’azienda profondamente legata al nostro territorio sono un grande valore aggiunto per il nostro cantone. Non possiamo permetterci di perderli con un colpo di ghigliottina come proposto da No Billag e voteremo dunque NO a questa iniziativa esagerata e profondamente ingiusta".

Redazione | 25 gen 2018 13:29

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