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"Le pay-TV funzionano solo per sport, film e pornografia"

Doris Leuthard all'attacco dell'iniziativa No Billag: "Sarebbe disastrosa per il Ticino"

Non è la prima volta che la consigliera federale Doris Leuthard si trova a combattere per il canone radiotelevisivo. Nel 2015 aveva vinto la battaglia sulla generalizzazione del canone e oggi rieccola in prima linea, questa volta a contrastare l'iniziativa No Billag. Il Consiglio federale è contrario all’ e difende l’attuale assetto radiotelevisivo.

Un tema, quello dell'abolizione della tassa di ricezione, molto sentito soprattutto alle nostre latitudini. Intervistata dal Corriere del Ticino, la consigliera federale ha spiegato perché i ticinesi dovrebbero respingere l'iniziativa e quali sarebbero le ripercussioni nel nostro Cantone. "Passasse No Billag verrebbe prodotto solo quanto assicura guadagni. Nei grandi centri come Zurigo forse vi sarebbero ancora alcune offerte. Più una regione linguistica è piccola, più grande sarà lo smantellamento dell’offerta e molti programmi per la Svizzera italiana scomparirebbero".

Leuthard ha poi ammesso la presenza di un certo 'malessere' nei confronti di SSR. "Ma questo non è un motivo per votare in favore dell’iniziativa (o per dare una lezione). Infatti in questo modo aumenterebbe il grado di dipendenza da finanziatori privati e gruppi imprenditoriali esteri, sempre che fossero interessati a produrre trasmissioni per il Ticino". Inoltre, "la televisione a pagamento sarebbe notevolmente più cara".

"Le idee avanzate dai promotori dell’iniziativa in merito a un presunto piano B sono completamente irrealistiche - ha proseguito - Le trasmissioni informative non possono essere finanziate tramite modelli a pagamento (...) che funzionano soltanto per lo sport, i film e la pornografia – ma non per l’informazione. E dove prendono piede, come nello sport, i prezzi aumentano!".

L'intervista integrale nell'edizione cartacea del Corriere del Ticino in edicola oggi

Redazione | 25 gen 2018 06:46

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