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Assistenza : "Quale è il reale aumento dei beneficiari?"

Matteo Pronzini interpella il Governo: "Perché l’USSI non utilizza lo stesso metodo di calcolo dell’UST?"

Il deputato MPS Matteo Pronzini ha presentato un'interpellanza sul tema dell'assistenza sociale dopo che l'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (USSI) ha reso note le cifre dei beneficiari dell’assistenza a ottobre 2017 (vedi articolo suggerito).

"A parte il solito notevole e inspiegabile ritardo nel fornire una statistica amministrativa, ci sono altre cose che lasciano perplessi e sembra siano fatte apposta per confondere le acque, invece di favorire la comprensione dell’evoluzione del fenomeno - scrive Pronzini nel suo atto parlamentare - Ricordiamo che la frequenza e il modo in cui vengono pubblicati il dati relativi all’assistenza sono cambiati più volte negli ultimi anni. Prima vi erano resoconti trimestrali, poi sono diventati semestrali e ora annuali. Prima venivano fornite le cifre delle domande inoltrate, attive e pagate con il relativo numero di persone, ora solo quello delle domande pagate e dei beneficiari. Sono sparite anche le cifre delle domande e delle persone con almeno un pagamento nei precedenti 12 mesi".

Secondo Pronzini è dunque difficile rendersi conto esattamente di quale sia l’evoluzione "a meno che le cifre non vengano esplicitate e spiegate". E in questo sennso "non aiutano certo le dichiarazioni degli alti funzionari, che sembrano più voler minimizzare la situazione che informare correttamente i media e la popolazione".

"Quando un responsabile parla di 'rallentamento generale dei casi in assistenza' il cittadino pensa che vi sia un calo dei casi, quando in realtà non fanno che aumentare. Un aumento del 4,4% quando il beneficiari dell’assistenza con domande pagate erano 4’000 ha un impatto un diverso rispetto allo stesso aumento percentuale calcolato su 8’000 persone".

Inoltre la quota del sostegno sociale in Svizzera "viene calcolata tenendo conto di tutte le persone che hanno ricevuto una prestazione nell’anno in questione, contrariamente all’USSI che non fornisce più questo dato". Secondo Pronzini "non è quindi possibile paragonare i due dati visto che sono calcolati in maniera diversa e che il numero di beneficiari risulta più elevato per il Ticino se calcolato in base ai criteri dell’Ufficio federale di statistica. Per l’anno 2016 ad esempio sono 9’902 e non 7’709 come conteggiati dall’USSI, le unità di riferimento sono 6’578 e non 5’268".

"Non si capisce come mai l’USSI abbia scelto di fornire indicatori che sono diversi da quelli usati dall’Ufficio di statistica e che non permettono paragoni", rimarca Pronzini. "Sempre utilizzando i dati dell’UST e attribuendo al dato 2015 il valore 100 si può paragonare l’aumento delle unità di assistenza (quelle che nella statistica USSI vengono chiamate domande) in Svizzera e in Ticino. In Ticino la crescita è più marcata sia per il numero totale delle unità di riferimento, che rispetto alla varie fasce di età, ma è addirittura impressionante per quanto riguarda i meno di 25 anni, categoria decisamente penalizzata dalla revisione della LADI, e per i più di 46 anni, e sappiamo che le possibilità di rientrare nel mondo del lavoro calano proporzionalmente all’età".

"Il numero di beneficiari in Ticino calcolati dall’UST è passato da 6’171 nel 2010 a 9’902 nel 2016, con un aumento di oltre il 60%. Nello stesso periodo in Svizzera il numero di beneficiari è aumentato del 18,2%. Con simili differenze di crescita la quota “stabilmente inferiore alla media svizzera” è una pia illusione", conclude il deputato, che pone le seguenti domande al Consiglio di Stato:

1. perché l’USSI non utilizza lo stesso metodo di calcolo dell’UST?

2. Quanti sono i beneficiari d’assistenza per i singoli distretti ticinesi?

3. di quanto è aumentato percentualmente il numero di beneficiari sotto i 25 anni (calcolati secondo il criteri dell’UST) in Ticino (a livello cantonale e dei singoli distretti) e in Svizzera?

4. di quanto è aumentato percentualmente il numero di beneficiari sopra il 45 anni (calcolati secondo il criteri dell’UST) in Ticino (a livello cantonale e dei singoli distretti) e in Svizzera?

5. di quanto è aumentato percentualmente il numero di unità di riferimento per le famiglie monoparentali e le coppie con figli (calcolati secondo i criteri dell’UST) in Ticino (a livello cantonale e dei singoli distretti) e in Svizzera?

6. di quanto è aumentato percentualmente il numero di beneficiari per le famiglie monoparentali e le coppie con figli (calcolati secondo il criteri dell’UST) in Ticino (a livello cantonale e dei singoli distretti) e in Svizzera?

7. come spiega le differenza fra Ticino e Svizzera negli aumenti delle unità di riferimento e dei beneficiari per le varie categorie sopracitate?

8. il Ticino è l’unica Grande Regione dove si è registrato un aumento del tasso di povertà fra il 2010 e il 2015. Come spiega questa evoluzione e il fatto che la differenza con il tasso nazionale sia cresciuta da 3,2 punti percentuali a oltre 10 punti percentuali?

9. in Ticino anche il tasso di rischio di povertà è salito fra il 2010 e il 2016. Come spiega il fatto che sia ormai oltre il doppio rispetto alla media nazionale, la differenza era 5,3 punti ora è di 16,7 punti ?

Redazione | 12 gen 2018 13:06

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