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No Billag: "Non sarà una passeggiata, ma resisteremo"

Il direttore Matteo Pelli contrario all'iniziativa, ma spiega: "Rispetto alla RSI abbiamo una struttura predisposta ai cambiamenti"

"La nostra linea è piuttosto chiara, ma non nascondo che seguiamo tutti con preoccupazione i sondaggi. Non prendiamo sottogamba il momento e spesso tra di noi ne parliamo, ma la serenità è fondamentale per garantire un lavoro di qualità da parte di tutti". Così Matteo Pelli, direttore di Teleticino e Radio 3i, racconta al Corriere del Ticino come sta affrontando questi mesi di campagna in vista della votazione sull'iniziativa No Billag il prossimo 4 marzo.

Nella lunga intervista Pelli ribadisce la sua opposizione all'iniziativa e spiega perché, nonostante l'unità d'intenti, non è stata condotta una campagna insieme alla RSI. "Avere lo stesso obbiettivo non significa forzatamente dover fare campagna insieme. Alcuni toni e certi argomenti non facevano parte del nostro modo di operare, quindi, con la direzione e l'amministratore delegato Marcello Foa, abbiamo preferito seguire la nostra strada. Inoltre la differenza fra noi e la RSI è che l'iniziativa prevede la fine di qualunque finanziamento pubblico per le emittenti e dunque la SRG dovrebbe cessare di esistere; mentre le private potrebbero resistere, pur rinunciando alla quota del canone. Intendiamoci: senza finanziamenti è dura per tutti, ma chi lavora nel privato in parte è già abituato alla difficoltà della ricerca, ha numeri più esigui e una struttura più predisposta a cambiamenti".

Se l'iniziativa dovesse essere accolta, ci sono idee per ripartire? "Siamo coscienti che non sarebbe una passeggiata, anzi" risponde Pelli, "ma stiamo lavorando su alcune altre possibilità".

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

 

Redazione | 12 gen 2018 05:40

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