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No Billag è "un attacco alla democrazia diretta"

160 parlamentari, tra cui Filippo Lombardi, raccomandano di respingere il testo in votazione il prossimo 4 marzo

L'iniziativa popolare "No Billag" è troppo radicale e costituisce un attacco frontale contro la diversità del paesaggio mediatico svizzero.

È la posizione di un comitato interpartitico - formato da 160 parlamentari di tutti i principali schieramenti - che raccomanda di respingere il testo in votazione il prossimo 4 marzo.

L'iniziativa mette in discussione l'esistenza della SSR, di 21 radio regionali e 13 televisioni locali, hanno ricordato oggi in conferenza stampa a Berna otto rappresentanti del comitato "No a No Billag", fra cui il consigliere agli Stati ticinese Filippo Lombardi (PPD).

Secondo i sostenitori del canone, un "sì" alle urne in primavera rappresenterebbe un serio problema per la coesione nazionale e la democrazia diretta. A loro avviso, la commercializzazione del settore che ne scaturirebbe darebbe maggior potere agli investitori privati, i quali avrebbero così la facoltà di imporre i propri interessi. Significherebbe inoltre la fine delle trasmissioni dedicate alle minoranze.

ATS/Red. | 9 gen 2018 09:40

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