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Neve, Bellinzona fa mea culpa

Il Municipio ha risposto all'interpellanza di Lepori-Sergi e Soldini (MPS): "Alcuni mezzi si sono rivelati non idonei"

Il Municipio di Bellinzona ha risposto all'interpellanza (divenuta interrogazione) delle consigliere comunali MPS Angelica Lepori-Sergi e Monica Soldini riguardo la gestione della nevicata dell'11 dicembre scorso che ha causato diversi disagi nella capitale (vedi articoli suggeriti)

L'Esecutivo ha confermato che "i maggiori problemi riscontrati sono state le grandi difficoltà di circolazione dei veicoli lungo gli assi di transito principali della nuova città e la tempestività nello sgombero dei marciapiedi dalla neve". Questi problemi maggiori sono stati osservati principalmente nelle zone più fortemente urbanizzate come Bellinzona, Giubiasco, Monte Carasso e Sementina.

Il Municipio ha posto l'accento sui cambiamenti avvenuti nelle aree urbane che ha in buona parte precluso lo spazio per il deposito della neve. "Senza sottacere le criticità", l'Esecutivo ha spiegato che la nevicata (il triplo di quanto nevicato a Lugano e circa una volta e mezzo di quanto precipitato a Locarno) "era fuori dalla norma".

"Le condizioni atmosferiche hanno creato delle superfici gelate all’inizio delle precipitazioni nevose. Le stesse sono iniziate poco prima degli afflussi di traffico pendolare che hanno compattato gli strati e hanno reso vieppiù difficoltosa la pulizia. La pioggia serale ha in seguito appesantito la neve e le basse temperature hanno favorito la formazione di ghiaccio".

Dal punto di vista organizzativo il Municipio ha impiegato lo stesso numero di mezzi, personale, assuntori esterni e usato protocolli di intervento cosi come erano attivati nei 13 quartieri prima dell’aggregazione, con le squadre esterne invariate senza nessun travaso di personale. "Questo - ha rimarcato - funziona per situazioni ordinarie, ma non per eventi più complessi".

L'Esecutivo ha inoltre ammesso di aver ricevuto importanti criticità "a partire dall’insufficiente flusso di informazioni su natura e tempi degli interventi, con parziali difficoltà nel controllo del coordinamento su ampia scala". Alcuni mezzi in dotazione alla città si sono rivelati non idonei per far fronte con efficienza all’evento e ure le risorse e i mezzi degli appaltatori privati hanno rilevato dei problemi da chiarire nel dettaglio. È inoltre mancata una chiara definizione delle priorità dei servizi comunali inerente ai vari servizi (raccolta rifiuti, carta e cartone e allestimento delle varie manifestazioni). Non di meno è mancata una chiara informazione proattiva alla popolazione, anche se alcune norme di intervento hanno limitato, vietando la fresatura durante il giorno per alcuni tratti di strada.

"Chiaramente la città deve reagire con un’efficienza ben maggiore di quanto fatto", ha ammesso il Municipio. "In questo contesto si stanno valutando delle misure correttive. 

L'Esecutivo ha inoltre ribadito che lunedì sera gli operai non stavano partecipando all’aperitivo del Comune in Piazza del Sole e che le lame delle cale rialzate durante alcuni passaggi erano di assuntori non facenti capo al Comune, oppure erano di assuntori del Comune che si trasferivano nella zona loro assegnata. "Gli operai hanno lavorato a turni anche di notte e non sono state messe in atto misure di risparmio".

Sarà necessario istituire un gruppo di coordinamento e controllo in caso di eventi / pericoli naturali per casi straordinari così come perfezionare la linea di comando con una chiara struttura organizzativa dei servizi urbani con quattro aree geografiche (Bellinzona, Giubiasco, zona Sud e Nord). 

"Benché alcuni appaltatori esterni fossero ben equipaggiati di uomini e mezzi, altri sembravano non esserlo". Pertanto, il Municipio verificherà le risorse umane e i mezzi disponibili degli appaltatori.

Come detto, pure il parco veicoli della città ha rivelato i suoi limiti dimostrandosi capace di rispondere a situazioni convenzionali, ma non a tali eventi. In particolare per quanto concerne lo sgombero della neve dai marciapiedi.

Il Municipio, infine, valuterà l'introduzione della gratuità dei trasporti pubblici in caso di nevicate straordinarie per limitare il numero di utenti delle strade, la chiusura temporanea di
tratti per urgenti lavori di sgombero neve e il coinvolgimento di altri servizi come la Protezione civile o ausiliari esterni, o disoccupati per lo sgombero dei marciapiedi e si ramarica per i disagi di questi giorni.

Alcuni dati sull'intervento

La città possiede ca. 230 km di strade e la lunghezza dei marciapiedi non è inferiore: volume di neve sgomberata superiore a 10'000 m3, sale sparso tra il 10 e il 18 dicembre ca. 100'000
kg (pari alla scorta annuale della vecchia Bellinzona), 4'300 ore lavoro investite, 120 operai impiegati in turni fino a 15 ore, 26 assuntori esterni, 40 mezzi mediamente impiegati durante il giorno e la notte, 25 chiamate ai pompieri per la messa in sicurezza di rami, alberi pericolanti, strutture e altro per ca. 280 ore lavoro, senza contare ancora quelli svolti dalla squadra dei giardinieri dei servizi urbani e un costo presumibile dello sgombero neve di CHF 250'000.

Redazione | 29 dic 2017 15:14

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